Dukono, la montagna si trasforma in trappola: tre morti e 17 salvati
Un’esplosione ha investito venti escursionisti vicino al cratere del vulcano indonesiano, mentre cenere e rocce continuano a rendere impossibili i recuperi.
Il bilancio dell’eruzione del Dukono è di tre vittime e diciassette persone tratte in salvo. Il vulcano, sull’isola indonesiana di Halmahera, ha sorpreso un gruppo di venti escursionisti che si trovava a poca distanza dal cratere: tra i morti figurano due cittadini di Singapore, di 27 e 30 anni, e una donna indonesiana di Ternate, il centro abitato più vicino alla montagna.
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Il recupero resta ancora sospeso
L’attività eruttiva ha reso troppo rischiosa la ricerca dei corpi, che si trovano ancora sul vulcano. Erlichson Pasaribu, responsabile della polizia di Halmahera Nord, ha spiegato che i soccorritori devono fare i conti con nuove esplosioni, un terreno difficile da attraversare e boati continui provenienti dalla bocca eruttiva.
Le operazioni sono state interrotte nella serata di venerdì e programmate nuovamente per sabato. A supporto delle squadre sono rimasti in quota due portatori appartenenti al gruppo di escursionisti: il loro compito è indicare con precisione il punto in cui si trovano le salme.
Cenere e rocce continuano a cadere
L’eruzione si è verificata venerdì alle 07:41 secondo l’ora locale. Dal Dukono si è sollevata una nube di cenere arrivata a circa 10 chilometri di altezza, cogliendo i visitatori in una zona particolarmente esposta.
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Aldy Salabia, abitante del luogo impegnato nell’assistenza ai soccorritori, ha descritto uno scenario ancora instabile: «Dal rifugio vediamo cenere e materiale roccioso uscire senza sosta». Le sue parole confermano la pericolosità dell’area e spiegano perché il recupero delle vittime proceda con estrema cautela.
L’incidente riaccende l’attenzione sui rischi legati all’avvicinamento ai vulcani attivi. La presenza di visitatori nei pressi del cratere, insieme alla diffusione sui social di immagini spettacolari, può trasmettere una percezione attenuata di un pericolo che resta imprevedibile.
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