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Attualità 2 min di lettura12 ott

Armi Usa a Kiev, la tregua energetica resta un rebus: cosa succede ora

Washington valuta lo stop alle forniture per spingere l’Ucraina a fermare i raid sulle raffinerie russe, mentre Mosca non conferma l’intesa annunciata da Trump.

La minaccia americana di interrompere il sostegno militare a Kiev apre un nuovo fronte diplomatico, proprio mentre resta incerto il presunto accordo tra Russia e Stati Uniti sugli attacchi alle infrastrutture energetiche. L’intesa annunciata da Donald Trump non è stata confermata da Mosca e, secondo ricostruzioni circolate nelle ultime ore, potrebbe essere soltanto una proposta ancora da negoziare.

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Washington alza la pressione su Kiev

Gli Stati Uniti starebbero valutando lo stop al meccanismo che garantisce l’invio di armi all’Ucraina. L’obiettivo sarebbe convincere il governo di Volodymyr Zelensky a interrompere le operazioni in profondità contro raffinerie e altri impianti energetici russi.

La pressione, riferiscono funzionari europei informati sui contatti, sarebbe stata esercitata sia direttamente su Kiev sia sulle capitali del continente. La Casa Bianca non ha fornito una risposta alle richieste di chiarimento. Intanto, da Washington sarebbe arrivato l’avvertimento che i raid ucraini stanno deteriorando il rapporto tra Zelensky e Trump. Un funzionario americano ha riferito che il presidente è furioso e ritiene che il leader ucraino dia per scontato il sostegno degli Stati Uniti.


L’accordo resta senza conferme

L’annuncio di Trump riguardava una possibile sospensione reciproca dei colpi contro le raffinerie. Il piano, definito informalmente «raffineria per raffineria», dovrebbe eventualmente rappresentare il primo passaggio verso un’intesa più ampia su centrali elettriche e reti energetiche.

La formula, però, appare squilibrata: l’Ucraina dispone di una sola raffineria, già colpita più volte e non pienamente operativa, mentre la Russia possiede numerosi impianti. Mosca non ha finora accettato alcun cessate il fuoco e il Cremlino non ha commentato pubblicamente le parole del presidente americano. Anche i principali aggiornamenti russi sulla guerra non hanno dato spazio all’annuncio.

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Zelensky accusa i droni russi

Da Varsavia, intervenendo a un forum dedicato alla sicurezza, Zelensky ha parlato della tregua come se fosse già operativa. Il presidente ucraino ha sostenuto che nella notte droni a reazione russi avrebbero colpito strutture del settore del gas, violando così l’intesa indicata da Trump.

«Se la Russia non rispetta il cessate il fuoco, l’Ucraina reagirà», ha dichiarato Zelensky. Ha poi osservato che «Putin non legge Truth Social e i suoi droni Shahed seguono istruzioni diverse», aggiungendo però che i messaggi pubblicati dal presidente americano possono incidere sulla vita di milioni di persone.

Trump aveva già annunciato a metà settembre un’intesa simile, che non aveva poi ricevuto conferme ufficiali né prodotto risultati verificabili sul campo. Anche questa volta, dunque, l’ipotesi di una tregua energetica rimane sospesa tra dichiarazioni politiche, pressioni americane e l’assenza di un via libera russo.

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