9.000Lettori online ora
Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Ariete, tre anni di silenzio: la scelta che ha cambiato il nuovo album

Con Tutti tornano a casa la cantautrice romana racconta il valore della solitudine, l’impegno sociale e la decisione di non inseguire a ogni costo il successo

Dopo tre anni senza un album di inediti, Ariete torna con Tutti tornano a casa. La cantautrice romana, classe 2002, ha scelto di rallentare per dedicarsi alla scrittura, alla ricerca e a un lavoro più accurato sulle proprie canzoni, rinunciando alla pressione di dover restare continuamente sotto i riflettori.

Il nuovo progetto nasce anche da un percorso personale: l’artista racconta di aver imparato a vivere la solitudine e a considerare la propria abitazione come uno spazio di cura e protezione. Il disco sarà presentato in sette concerti nei principali club italiani, dal 7 novembre all’11 dicembre 2026.


Tre anni lontano dalla corsa

Per Ariete, il tempo trascorso dall’ultimo lavoro non rappresenta un’occasione persa, ma una scelta consapevole. Pubblicare prima avrebbe forse permesso di mantenere più a lungo l’attenzione del pubblico, ma la cantante spiega di non voler forzare i ritmi della propria carriera soltanto per inseguire il momento favorevole.

«Molto meglio rispetto forzare un progetto dopo l’altro sperando che quello nuovo vada meglio del precedente», ha detto parlando della pausa. Nel frattempo avrebbe potuto aumentare concerti, promozione e attività commerciali, ma ha preferito dedicare energie alla musica e alla propria vita, anche perché considera già raggiunti molti degli obiettivi che si era posta, tra cui l’acquisto di una casa.

La lunga attesa ha inoltre coinciso con un cambiamento nel metodo di lavoro. Ariete racconta di essere diventata più esigente, soprattutto nei testi, e di aver messo da parte tre progetti prima di arrivare alla versione definitiva dell’album. La crescita, precisa, riguarda prima di tutto la persona: secondo lei, se cresce Arianna, cresce inevitabilmente anche il progetto artistico.


La casa come luogo interiore

Il titolo dell’album nasce dal significato attribuito alla parola “casa”. Negli ultimi due anni e mezzo Ariete ha trascorso più tempo nella sua abitazione romana, progettata secondo i suoi gusti e legata alla sua passione per l’architettura e l’arredamento. Quel luogo è diventato uno spazio nel quale ritrovare calma, rispetto e pazienza verso se stessa.

In passato, invece, la cantante aveva spesso cercato di evitare di rimanere sola, circondandosi di amici, persone conosciute o compagni. Oggi descrive la propria casa anche come una dimensione interiore, nella quale ha imparato a prendersi cura di sé. «Sono stata molto paziente con me stessa, mi sono rispettata molto e mi sono presa cura di me», ha raccontato.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Ariete rifiuta però una lettura soltanto privata o rassicurante del concetto di abitazione. Per molte persone, sottolinea, la casa non coincide con sicurezza e benessere: può essere il luogo della violenza, dello sfratto o del disagio. Per questo il suo significato dovrebbe comprendere anche una dimensione civile e politica, legata al diritto di vivere in uno spazio realmente protetto.


Canzoni, impegno e nuove voci

L’artista collega questa sensibilità al lavoro svolto con realtà come Una Nessuna Centomila, impegnata nel sostegno ai centri antiviolenza e nella prevenzione dei maltrattamenti contro le donne. Ha inoltre ricordato un’esibizione voce e chitarra allo Spintime di Roma, luogo frequentato da famiglie e persone sole costrette a lasciare la propria abitazione e alla ricerca di una nuova stabilità.

Nel disco compaiono anche Angelina Mango, Fulminacci, Tredici Pietro e Prima stanza a destra. Le collaborazioni ampliano il punto di vista dell’album e affiancano alla voce di Ariete sensibilità differenti, unite dal racconto delle difficoltà e delle speranze della generazione contemporanea.

La cantante indica tra i temi che considera più urgenti la parità tra uomini e donne, l’educazione alle relazioni e un maggiore spazio per la tradizione cantautorale. Sul futuro, invece, non fissa un traguardo preciso: dice di non sapere ancora quale artista diventerà e affida in parte la risposta al pubblico. La certezza che rivendica è un’altra: vuole continuare a fare musica per tutta la vita, anche se per il prossimo album dovessero servire cinque anni e per quello successivo dieci.


Le sette date nei club

Il ritorno sul palco partirà da Roma il 7 novembre all’Atlantico. La seconda tappa sarà Milano, il 19 novembre all’Alcatraz, seguita da Torino il 21 novembre al Teatro Concordia e da Padova il 25 novembre all’Hall.

La serie proseguirà a Firenze l’1 dicembre, al Viper Theatre, e a Napoli il 10 dicembre, alla Casa della Musica. L’ultimo appuntamento è previsto l’11 dicembre a Bitritto, in provincia di Bari, al Palatour: sette serate pensate per portare Tutti tornano a casa in una dimensione più raccolta e diretta.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere