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Attualità 1 min di lettura6 ott

Anna Politkovskaja, vent’anni dopo: il timore di Vera

La figlia della giornalista uccisa ricorda il coraggio della madre e racconta perché oggi non si sente al sicuro nemmeno vivendo in Europa.

Vera Politkovskaja immagina un destino preciso per sua madre, se fosse ancora viva: avrebbe raggiunto l’Ucraina per documentare la guerra e, una volta rientrata in Russia, sarebbe stata arrestata. «Se mia madre fosse viva oggi sarebbe in galera in Russia», ha detto ricordando Anna a vent’anni dal suo omicidio.


La guerra avrebbe riportato Anna sul campo

Anna Politkovskaja era una giornalista impegnata a indagare sul potere di Vladimir Putin. Secondo la figlia, l’inizio dell’invasione dell’Ucraina l’avrebbe spinta a partire per raccontare direttamente il conflitto.

Il ritorno in Russia, però, avrebbe potuto trasformarsi in un arresto. È questa la convinzione di Vera, che collega il lavoro della madre al clima repressivo instaurato nel Paese nei confronti dei giornalisti critici.

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Il timore anche lontano dalla Russia

Vera vive oggi in Europa, ma la distanza dalla Russia non le garantisce tranquillità. La figlia sostiene infatti che agenti russi continuino a muoversi senza ostacoli anche fuori dai confini nazionali.

Per questo non riesce a definirsi davvero al sicuro. Nel suo ricordo, la vicenda di Anna non appartiene soltanto al passato: continua a influenzare il modo in cui guarda alla guerra, alla repressione e alla propria protezione.

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