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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Animalisti sotto accusa, ma il giornale è inventato: gli indizi dell’IA

Due immagini diffuse online accusano attivisti e vegani di reati contro la fauna, ma testata, cronache e documenti presentano numerose anomalie.

Due presunte notizie di cronaca hanno iniziato a circolare sui social con accuse pesanti rivolte ad animalisti e vegani. Una racconta di sette persone fermate a Torino per avere sparato ad animali protetti e addossato la responsabilità ai cacciatori; l’altra parla di quattro attivisti condannati per la cattura e la vendita di uccelli selvatici. In entrambi i casi, però, il quotidiano indicato come fonte non risulta esistere e le immagini mostrano i segni di una produzione tramite intelligenza artificiale.


Le due storie costruite sui social

La prima immagine riproduce quella che vorrebbe sembrare la copertina di «La Gazzetta Nazionale», con data 22 aprile 2025. Nel titolo si sostiene che un gruppo di animalisti e vegani sarebbe stato arrestato a Torino dopo avere usato armi contro specie protette, con l’obiettivo di danneggiare la reputazione dei cacciatori. Il contenuto cita anche sequestri e prese di posizione attribuite a LAV, Coldiretti e Federcaccia.

La seconda grafica è datata 12 aprile 2025 e descrive una presunta sentenza del Tribunale di Roma. Le pene arriverebbero fino a 3 anni di carcere, mentre le sanzioni supererebbero 50 mila euro; nel testo compaiono inoltre reazioni attribuite a LAV e al Ministero dell’Ambiente. La notizia è stata rilanciata come autentica soprattutto in alcune pagine social seguite da sostenitori della caccia.


Il quotidiano non compare in alcun elenco

Le verifiche sui giornali nazionali e locali non hanno trovato traccia di nessuno dei due episodi. Non emerge neppure una testata chiamata «La Gazzetta Nazionale»: negli elenchi consultabili attraverso i dati AGCOM sulle tirature del 2025 compaiono altre pubblicazioni che contengono la parola «Gazzetta», tra cui La Gazzetta dello Sport e la Gazzetta di Parma, ma non quella raffigurata nelle immagini.

Anche la prima pagina contiene un’incongruenza evidente. Il 22 aprile 2025 i quotidiani dedicavano ampio spazio alla morte di Papa Francesco, avvenuta il giorno precedente, mentre la copertina circolata online propone un’altra apertura e si presenta come una normale edizione in edicola. Il presunto intervento dei Carabinieri viene poi attribuito a un generico «Reparto Parco Nazionale» e, più avanti, al Reparto Carabinieri Parco Nazionale «Aspromonte», con un accostamento confuso tra fermo e arresto.

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Gli errori smascherano le immagini

Nel secondo contenuto le anomalie sono ancora più numerose. Il titolo contiene «ucellini» scritto con una «c», l’indagine viene riferita in un punto al Corpo Forestale dello Stato e in un altro ai Carabinieri Forestali, mentre la descrizione dei reati non coincide con quella riportata nel riquadro laterale. Inoltre, una decisione del Tribunale di Roma viene definita «definitiva» senza chiarire il suo presunto grado di giudizio.

Nella parte centrale della grafica appaiono anche sequenze prive di significato, come «parssdciazienie», un difetto frequente nelle immagini create dai generatori quando tentano di riprodurre testi leggibili. Le verifiche effettuate con uno strumento di OpenAI hanno indicato, per entrambe le immagini, una generazione attraverso ChatGPT.

Il meccanismo comunicativo è dunque simile nei due casi: attribuire condotte illegali a esponenti del movimento animalista e al mondo vegano, inserendo nomi di enti reali e dettagli apparentemente giudiziari per rendere credibile il racconto. Le immagini alimentano così la contrapposizione ideologica con il settore venatorio, pur senza offrire riscontri giornalistici o ufficiali.

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