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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Ande, il mistero di Jordan: ritrovato morto dopo la scomparsa

Il trentenne australiano era partito per la Cordillera Huayhuash, ma la perdita del dispositivo satellitare e il mancato volo per Cusco alimentano i dubbi sulle sue ultime ore.

La famiglia di Jordan Yap ha confermato il ritrovamento del corpo dell’escursionista australiano, scomparso sulle Ande dopo aver intrapreso un viaggio in Perù. Il trentenne non dava più notizie dal 14 settembre e le circostanze della sua morte restano ancora da chiarire.


Il dispositivo perso prima della partenza

Yap si trovava nella zona di Huaraz, dove avrebbe dovuto affrontare il circuito della Cordillera Huayhuash. Proprio poco prima di mettersi in cammino, però, aveva smarrito il localizzatore satellitare: uno strumento che avrebbe potuto fornire indicazioni decisive durante le ricerche.

A rendere più complessa la ricostruzione degli spostamenti è stato anche un altro elemento. Il 24 settembre Jordan non si è presentato al volo previsto da Lima a Cusco; dopo questa scoperta, i familiari hanno segnalato la sua scomparsa e sono cominciate le operazioni per rintracciarlo.


Un trekking pieno di interrogativi

Il padre Vinh Dao ha spiegato che Jordan aveva già maturato una notevole esperienza nelle escursioni, ma quello sulle montagne peruviane rappresentava la sua prima esperienza di trekking in solitaria. Resta quindi da capire se il percorso nella Cordillera Huayhuash sia effettivamente iniziato o se il giovane sia scomparso prima di affrontarlo.

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La famiglia ha comunicato la notizia con un messaggio pubblicato sui social: «Con il cuore pesante, ci dispiace comunicarvi che Jordan è stato ritrovato, ma purtroppo non è sopravvissuto». Nel testo, i familiari hanno inoltre ricordato la sua energia e la felicità portata nella vita delle persone che gli erano vicine.


Il cordoglio e i ringraziamenti

Nel messaggio di commiato, i parenti hanno espresso riconoscenza verso amici, conoscenti, donatori, squadre impegnate nelle ricerche e forze di polizia. Un ringraziamento è stato rivolto anche ai gruppi che hanno collaborato alle operazioni e a chi ha contribuito a diffondere l’appello online.

La notizia è stata confermata anche dal ministero australiano per gli Affari Esteri. Un portavoce dell’istituzione ha espresso vicinanza ai familiari, mentre le autorità e i soccorritori coinvolti nelle ricerche dovranno ora contribuire a ricostruire con precisione che cosa sia accaduto a Jordan Yap.

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