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Attualità 3 min di lettura46 min fa

Alyokhina: «Con Putin nessuno è al sicuro»

La fondatrice delle Pussy Riot accusa il Cremlino e presenta la nuova versione di “Riot Days”, in arrivo a Milano, Bologna e Roma nel febbraio 2027.

La morte di Alexei Navalny ha segnato, secondo Masha Alyokhina, un punto di non ritorno: il potere di Vladimir Putin avrebbe dimostrato di poter colpire anche la figura più sorvegliata e famosa senza temere conseguenze concrete. Da questa consapevolezza nasce anche il racconto aggiornato di “Riot Days”, lo spettacolo che la fondatrice delle Pussy Riot porterà nuovamente in Italia.

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Navalny ha cambiato la percezione del rischio

Alyokhina sostiene che l’eliminazione di Navalny abbia reso evidente la vulnerabilità di chiunque entri in conflitto con il presidente russo. «Putin ha dimostrato con assoluta chiarezza di poter uccidere la persona più protetta e conosciuta, sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno faccia nulla», afferma.

La dissidente ricorda inoltre che diversi leader occidentali avevano annunciato conseguenze senza precedenti nel caso in cui Navalny fosse stato ucciso. Quelle reazioni, però, non si sono concretizzate secondo le aspettative indicate allora: per Alyokhina, da quel momento è diventato chiaro che ogni persona coinvolta in una vicenda legata a Putin può essere esposta a un pericolo estremo.


La Russia tra passato e repressione

Lasciata la Russia nel 2022, dopo l’avvio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, Alyokhina considera ancora forte il peso dell’eredità sovietica nella società del Paese. A suo giudizio, Putin non ha spezzato quel legame, ma lo ha utilizzato e mantenuto come parte della propria visione politica.

La nuova edizione di “Riot Days” prova a ricostruire proprio il percorso che ha condotto alla guerra. Il progetto intreccia recitazione, musica dal vivo, testimonianze e materiali d’archivio, prendendo spunto anche dai libri “Riot Days” e “Political Girl” di Alyokhina.


“Riot Days” cambia ancora volto

Nato nel 2017 dall’incontro tra Alyokhina e il produttore Alexander Cheparukhin, lo spettacolo è stato modificato più volte. L’ultimo intervento, realizzato lo scorso anno, ha eliminato circa metà della versione precedente per inserire il racconto degli anni che hanno preceduto l’invasione russa dell’Ucraina.

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Il nuovo impianto segue quella che il collettivo definisce la “strada verso l’inferno”: repressione interna, prima aggressione all’Ucraina e vicenda Navalny diventano tappe di una ricostruzione pensata per mostrare ciò che il regime avrebbe imposto alla popolazione russa. «Volevamo raccontare quello che Vladimir Putin ha costretto i cittadini russi a vivere», spiega Alyokhina.


L’influenza russa oltre il fronte

Per la fondatrice delle Pussy Riot, la minaccia non riguarda soltanto le operazioni militari in territorio ucraino. In diversi Paesi europei, sostiene, Mosca avrebbe usato ingenti risorse ottenute da petrolio e gas per alimentare divisioni politiche e indebolire le istituzioni dall’interno.

Alyokhina cita anche l’Italia, dove a suo avviso Alexander Dugin, considerato l’ideologo della giustificazione offerta da Putin per guerre e occupazioni, godrebbe di una significativa accoglienza. La dissidente richiama inoltre la presenza nelle librerie di opere che celebrano la figlia di Dugin, uccisa nel 2022.


Le date degli spettacoli in Italia

“Riot Days” sarà presentato il 17 febbraio 2027 all’Arci Bellezza di Milano. Il giorno successivo è previsto l’appuntamento al Locomotiv di Bologna, mentre il 19 febbraio la tournée farà tappa al Largo Venue di Roma.

Le tre serate porteranno in scena la versione rinnovata del lavoro, nella quale il racconto personale della dissidente si unisce alla memoria politica e alla denuncia delle trasformazioni che hanno accompagnato la Russia verso la guerra.

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