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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Alpi, il ghiaccio cede: in cinque anni sparito quasi un quinto

Caldo persistente e poca neve hanno accelerato il ritiro dei ghiacciai svizzeri, mentre l’acqua scava all’interno del ghiaccio e favorisce crolli improvvisi.

Rocce scoperte, superfici irregolari e paesaggi sempre più simili a distese lunari: è il nuovo volto di molte aree glaciali della Svizzera. In soli cinque anni, il volume complessivo dei ghiacciai si è ridotto di quasi il 20%, segnando un’accelerazione della perdita di ghiaccio.


Il caldo svuota le riserve alpine

A spingere il fenomeno sono soprattutto le temperature elevate e la ridotta quantità di neve. La copertura nevosa, infatti, non riesce più a proteggere e alimentare adeguatamente le masse glaciali durante il ciclo stagionale.

Le conseguenze sono già visibili sul territorio. Alcuni ghiacciai di dimensioni minori non esistono più, mentre quelli ancora presenti si ritirano lasciando affiorare ampie porzioni di roccia.

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L’acqua apre fratture nel ghiaccio

Il pericolo non arriva soltanto dalla fusione superficiale. L’acqua riesce a infiltrarsi nella massa ghiacciata, creando cavità e indebolendo la struttura dall’interno.

Quando queste zone non reggono più, interi blocchi possono staccarsi e precipitare. Gli scienziati osservano così un processo di deterioramento che non procede soltanto attraverso un lento assottigliamento, ma anche con cedimenti improvvisi.

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