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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

Albania, nuovi scontri a Tirana: studenti contro Rama

La protesta ha provocato tafferugli con la polizia, mentre il bilancio delle manifestazioni sale a 350 feriti

A Tirana nuovi scontri hanno accompagnato la protesta degli studenti contro il governo di Edi Rama. I disordini si sono verificati davanti al ministero dell’Educazione e sono durati circa mezz’ora.

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Feriti e arresti dall’inizio delle proteste

Il ministro dell’Interno Ervin Demo ha riferito che, dall’avvio delle mobilitazioni, 350 persone sono rimaste ferite. Tra loro figurano circa 200 agenti e una quarantina di passanti; gli arresti hanno riguardato anche 269 minorenni.

Mercoledì l’esecutivo ha aumentato le sanzioni per chi commette violenze durante i cortei. Le multe possono arrivare a 5.500 euro, ma il provvedimento non ha fermato le manifestazioni, che da metà ottobre si sono intensificate.


Le ragioni del malcontento

Le contestazioni erano iniziate a maggio senza una guida riconosciuta, tra accuse di corruzione e opposizione al progetto di un albergo di lusso in una riserva naturale protetta. L’iniziativa coinvolge Ivanka Trump e Jared Kushner, figlia e genero del presidente statunitense Trump.

Nel corso dei mesi alla protesta si sono aggiunte le critiche per le difficoltà del sistema sanitario e per la scarsità di opportunità riservate ai giovani. Il movimento ha mantenuto una forte componente studentesca, mentre l’opposizione di centrodestra guidata da Sali Berisha ha cercato di partecipare al corteo senza riuscirci.

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Gli scontri davanti al ministero

I manifestanti hanno impedito ai militanti dell’opposizione di avanzare, formando un cordone e rivendicando: «L’opposizione siamo noi». Il tentativo di unirsi alla mobilitazione è stato così respinto dai giovani presenti.

Durante la protesta alcuni cassonetti sono stati incendiati. In seguito sono stati lanciati sassi e bottiglie molotov contro le forze dell’ordine, che hanno reagito con idranti e gas lacrimogeni.

La pioggia intensa ha ridotto il numero dei partecipanti. Dopo gli scontri, la folla si è allontanata dall’area del ministero dirigendosi verso il Palazzo di governo.

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