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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Albania, la protesta sfida Rama: oltre 160 arresti e 130 feriti

La mobilitazione studentesca contro corruzione, scuole degradate e carovita si intreccia con mesi di proteste sull’isola di Sazan.

La Commissione europea ha condannato sia le violenze esplose nelle strade albanesi sia la risposta repressiva delle autorità. La presa di posizione di Bruxelles arriva mentre la mobilitazione giovanile continua e il bilancio provvisorio parla di oltre 160 arresti e circa 130 persone ferite.

A rendere ancora più teso il confronto è il racconto del governo, che attribuisce parte delle agitazioni a presunte interferenze straniere. Il premier Edi Rama sostiene che siano state individuate attività sui social riconducibili anche a Russia e Iran, Paese con cui Tirana non ha rapporti diplomatici dal 2022.

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Rama evoca le interferenze straniere

Il capo del governo ha rilanciato sui social un messaggio di Aleksandr Dugin, figura spesso descritta come vicina all’ideologia di Vladimir Putin, nel quale le manifestazioni venivano elogiate. Secondo Rama, la posta in gioco non riguarderebbe soltanto la sua permanenza al potere, ma anche il percorso dell’Albania verso l’Unione europea, con l’obiettivo di aderire entro il 2030.

Il premier, socialista e alla guida del Paese dal 2013, ha escluso l’ipotesi di lasciare l’incarico: «I governi si cambiano mediante elezioni democratiche. L’anno scorso abbiamo avuto elezioni, non una rivoluzione». Una posizione che non appare condivisa da tutti nel suo stesso schieramento: Elisa Spiropali, ex ministra dell’Educazione, gli ha chiesto di cercare un’intesa politica e di non avere timore del voto.


Sazan accende una protesta più ampia

Le manifestazioni degli ultimi giorni si inseriscono in una contestazione che va oltre il mondo scolastico. Da mesi cittadini, artisti e intellettuali protestano contro il progetto di una struttura turistica di lusso sull’isola di Sazan, area protetta lungo la costa meridionale, promosso da Affinity Partners, società legata a Jared Kushner, genero di Donald Trump.

La mobilitazione, chiamata Rivoluzione dei fenicotteri, ha portato in piazza un fronte composito per più di 100 giorni consecutivi. Inflazione, disoccupazione e aumento del costo della vita hanno unito gruppi diversi attorno allo slogan «L’Albania non è in vendita», trasformando la vicenda dell’isola in un simbolo del malcontento nazionale.

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Scontri quotidiani nelle strade

A Tirana, intanto, liceali e universitari manifestano da sei giorni consecutivi. Chiedono investimenti per scuole e atenei pubblici, maggiori opportunità, misure contro la disoccupazione e interventi capaci di frenare l’erosione dei salari provocata dall’inflazione. Tra gli slogan rivolti al governo compare anche la richiesta di dimissioni per Rama.

Il confronto con le forze dell’ordine è degenerato in episodi violenti. La polizia ha impiegato veicoli, idranti e granate stordenti, mentre i manifestanti hanno colpito edifici pubblici e privati, tra cui ministeri, commissariati, tribunali e banche, lanciando pietre, bottiglie incendiarie e blocchi della pavimentazione. Domenica mattina sono entrate in azione le ruspe per liberare il boulevard della capitale dai sampietrini rimossi o lanciati durante gli scontri.


Feriti curati lontano dagli ospedali

Il bilancio fornito nelle ultime ore indica circa 130 feriti e più di 160 arresti. Molti manifestanti, però, evitano di rivolgersi alle strutture sanitarie per il timore di essere fermati durante i controlli, secondo la testimonianza di una giovane raccolta a Tirana.

Per questo alcuni medici e infermieri prestano assistenza fuori dagli ospedali, coordinandosi attraverso conversazioni private, gruppi Telegram e il passaparola. Operano senza rendere pubblica la propria identità perché temono conseguenze sul lavoro: «Rischiamo il licenziamento», hanno spiegato. Nel frattempo Sali Berisha, ex premier ed ex presidente, ha messo a disposizione dei dimostranti un sostegno legale, senza riuscire finora a trasformare la protesta in un vantaggio politico per la destra.

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