Albania, Gozi accusa: «Rama chiarisca sulla rivolta dei fenicotteri
L’eurodeputato chiede a von der Leyen di intervenire sulle proteste ambientaliste e denuncia il silenzio italiano nei rapporti con Tirana
Il silenzio di Roma sulla protesta dei fenicotteri viene contestato da Sandro Gozi, che lo collega ai rapporti tra Giorgia Meloni ed Edi Rama e alla gestione dei centri per migranti in Albania. Secondo l’eurodeputato, il governo italiano avrebbe presentato come un successo europeo un’operazione rivelatasi invece un fallimento.
Gozi avverte inoltre che l’ingresso nell’Unione Europea di un’Albania non pienamente democratica potrebbe creare problemi già visti nel caso dell’Ungheria. La sua posizione è stata espressa in un’intervista a Il Piccolo, pubblicata mentre Ursula von der Leyen si trovava in visita a Tirana.
Il monito rivolto a Meloni e Rama
Al centro delle critiche c’è la cosiddetta rivoluzione dei fenicotteri, mobilitazione ambientalista e anticorruzione nata contro i piani immobiliari e turistici previsti sull’isola di Sazan. I progetti sono associati a Jared Kushner, genero di Donald Trump.
Per Gozi, la protesta non si è esaurita: il movimento continua a chiedere trasparenza e garanzie democratiche. L’eurodeputato sostiene però che la risposta di Rama sia stata repressiva e autoritaria, mentre le istituzioni italiane avrebbero scelto di non esporsi.
La richiesta alla Commissione europea
L’esponente di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico Europeo sollecita von der Leyen a rivolgersi direttamente al premier albanese. «La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen deve chiedere informazioni a Edi Rama su cosa sta succedendo in Albania», ha affermato Gozi.
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A suo giudizio, le tensioni interne danneggiano il cammino europeo di Tirana e rappresentano un segnale negativo per un Paese candidato all’adesione. La questione, ha aggiunto, riguarda la necessità di affrontare con maggiore fermezza i nodi legati a democrazia e trasparenza.
I profili oscurati sui social
Gozi ha ricordato di avere già chiesto spiegazioni a Rama e al presidente albanese Ilir Meta dopo la chiusura, nell’estate scorsa, degli account Instagram appartenenti ad alcuni attivisti della mobilitazione. Sul caso aveva anche presentato un’interrogazione alla Commissione europea, provocando, secondo il suo racconto, un aperto contrasto con Rama.
L’eurodeputato ha poi riferito che, il 4 settembre, poche ore dopo una sua intervista a Euronews Albania, sarebbe stato oscurato anche l’account dell’emittente. Episodi che, nella sua ricostruzione, rafforzano i dubbi sul rispetto del pluralismo e delle libertà civili in Albania.
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