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Attualità 2 min di lettura44 min fa

Al gate di Tenerife chiesti 73 euro a una famiglia

Gianluca S. viaggiava con moglie e figli: il bagaglio gratuito, secondo lui, non è stato verificato nel misuratore

Un passeggero italiano ha versato 73 euro all’aeroporto di Tenerife Sud per portare a bordo un trolley che riteneva già incluso nel biglietto. L’episodio è avvenuto domenica 25 ottobre, prima del volo Wizz Air diretto a Roma Fiumicino.

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Il pagamento al gate

Gianluca S. era in viaggio con la moglie e i due figli, di 2 e 4 anni. Dopo aver superato i controlli di sicurezza, la famiglia è stata fermata durante la coda per l’imbarco dagli addetti della società spagnola incaricata dei servizi aeroportuali.

Il personale ha contestato le dimensioni di uno dei bagagli e, secondo il passeggero, gli ha prospettato questa alternativa: «O paghi 73 euro extra per il trolley o chiamiamo la polizia». L’uomo ha pagato per evitare problemi e il rischio di non salire sull’aereo, ma sostiene di non aver ricevuto alcuna ricevuta.


I bagagli e la tariffa Priority

Il gruppo aveva con sé cinque colli: quattro borse di piccole dimensioni, una per ciascun componente della famiglia, e un trolley destinato alla cappelliera. Quest’ultimo era previsto dal servizio Wizz Priority acquistato dalla moglie di Gianluca.

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Le condizioni di viaggio della compagnia prevedono una borsa gratuita da collocare sotto il sedile, con dimensioni massime di 40 × 30 × 20 centimetri e peso fino a 10 chilogrammi. Con Priority è inoltre consentito un trolley fino a 55 × 40 × 23 centimetri. La valigia rosa collegata al servizio aggiuntivo è stata accettata senza contestazioni, mentre il problema ha riguardato uno dei bagagli più piccoli.


La richiesta di una verifica

Convinto che la valigia rispettasse i limiti per il vano sotto il sedile, il passeggero ha chiesto di parlare con un responsabile Wizz Air. A suo avviso, gli addetti non hanno effettuato un controllo oggettivo perché il bagaglio non è stato inserito nel misuratore metallico disponibile al gate.

La discussione ha quindi coinvolto il personale di terra, con difficoltà legate anche alla lingua e con la minaccia di negare l’imbarco. Gianluca ha infine accettato il supplemento, pur contestando sia la richiesta di pagamento sia l’assenza della ricevuta.

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