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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

A 13 anni lasciò il padre: il ricordo di Sinner

Il tennista racconta la separazione dalla famiglia e il recupero dall’infortunio che lo terrà fuori fino a fine anno.

Jannik Sinner ha ricordato il giorno in cui, a 13 anni e mezzo, lasciò la casa di famiglia per trasferirsi a Milano. Il tennista ha definito quel distacco dal padre uno dei momenti più dolorosi della sua vita.

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Il ricordo della separazione

In un’intervista, Sinner ha raccontato di aver salutato il padre quando le loro strade si sono divise. Il distacco fu segnato dalle lacrime di entrambi e dalla consapevolezza che il rapporto quotidiano sarebbe cambiato.

“Di quel giorno lì farei a meno, fu un’emozione troppo forte”, ha detto il giocatore, spiegando di non rinnegare comunque la scelta compiuta. La famiglia, ha aggiunto, gli è sempre rimasta accanto, con un padre capace di sostenerlo e di occuparsi anche della cucina.


Il recupero dopo l’infortunio

Sinner è fermo da metà luglio, quando il 12 aveva battuto Alexander Zverev nella finale di Wimbledon. Un problema al ginocchio lo ha costretto a rinunciare agli appuntamenti successivi e lo terrà lontano dai tornei ancora per diversi mesi.

L’azzurro aveva valutato un rientro tra Pechino e Shanghai, ma non era pronto. In seguito ha saltato anche gli Us Open e ha indicato il 2027 come momento per tornare alle competizioni regolari. Il prossimo impegno previsto è il Six Kings Slam, riprogrammato dal 27 al 30 dicembre a causa delle tensioni in Medio Oriente.

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Lavoro e pazienza

Durante la pausa Sinner ha continuato ad allenarsi in palestra e sul campo, oltre a seguire il lavoro dei fisioterapisti. Ha spiegato di aver riempito il tempo con alcune passioni fuori dal tennis: ha assistito alla Formula 1 a Monza, partecipato alla sfilata di Gucci a Milano, giocato più spesso alla PlayStation e iniziato a leggere “Io uccido” di Giorgio Faletti, un romanzo di 600 pagine.

Il tennista ha chiarito di non essersi mai allontanato dal suo sport, pur avendo dovuto accettare i limiti imposti dal fisico. “Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere, quando ti dice stop devi accettarlo e seguire i consigli degli specialisti”, ha spiegato.


Le scelte nella carriera

Secondo Sinner, il talento da solo non basta: la crescita passa dal lavoro quotidiano, dalla capacità di scegliere e dalla valutazione delle conseguenze. Per questo non intende accelerare il recupero, anche se la prudenza comporterà la rinuncia a più tornei.

Parlando dei genitori, ha definito il padre una presenza essenziale nel suo percorso. Della madre ha raccontato che oggi riesce a gestire meglio la tensione delle partite, pur evitando di sedersi nel Royal Box di Wimbledon per non essere ripresa dalle telecamere durante gli incontri.

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