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Attualità 2 min di lettura28 set

Agrifood Ue, il surplus vola a 30,1 miliardi: cosa lo spinge

Nei primi sette mesi del 2026 il saldo agroalimentare europeo migliora grazie a più vendite estere e a una contrazione degli acquisti dall’estero.

La voce delle importazioni agroalimentari dell’Ue mostra anche alcune dinamiche in controtendenza: tra gennaio e luglio il valore di frutta e frutta a guscio è cresciuto di 587 milioni di euro, pari a circa il 3%. Incrementi hanno interessato anche i prodotti non alimentari destinati a impieghi tecnici, oltre a margarina, oli e altri grassi.

Più marcata, invece, è stata la riduzione degli acquisti di caffè, tè, cacao e spezie, scesi complessivamente di 4,8 miliardi di euro, con una flessione del 19%. Nello stesso periodo, il valore dei cereali importati si è ridotto dell’11%, mentre quello dei prodotti lattiero-caseari ha perso il 19%.


Il saldo europeo continua a crescere

Il commercio agroalimentare dell’Unione ha chiuso i primi sette mesi del 2026 con un avanzo di 30,1 miliardi di euro. Il dato supera di 2,9 miliardi il risultato raggiunto nello stesso arco temporale dell’anno precedente.

La situazione emerge dall’ultimo rapporto della Commissione Europea dedicato agli scambi dell’agrifood. Il miglioramento del saldo è legato alla combinazione tra il rafforzamento delle esportazioni e la diminuzione del valore delle importazioni.


Tre mercati trainano le vendite

Sul fronte delle esportazioni, l’Egitto ha registrato l’aumento più consistente tra i mercati citati: gli acquisti di prodotti agroalimentari europei sono saliti del 22%, sostenuti soprattutto dal grano. Verso l’Ucraina la crescita è stata del 10%, con gli alcolici in primo piano.

Anche la Turchia ha incrementato gli acquisti dall’Ue, segnando un +7%. In questo caso, a contribuire maggiormente all’espansione sono state le vendite di carne di vitello e di manzo.

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Export in aumento, importazioni in calo

Nel complesso, gli altri prodotti di origine animale hanno garantito un incremento del valore esportato pari a 549 milioni di euro, circa l’11%. Per alcolici e liquori l’aumento è stato invece di 470 milioni.

Il valore totale delle importazioni agroalimentari dell’Unione si è attestato a 108,6 miliardi di euro. Rispetto ai primi sette mesi del 2025, si tratta di una diminuzione pari a 4,5 miliardi di euro.


Cacao, il ribasso pesa sugli acquisti

La discesa dei prezzi del cacao ha avuto effetti diretti sul valore degli approvvigionamenti provenienti dai principali Paesi produttori. Dalla Costa d’Avorio le importazioni, calcolate in termini economici, sono diminuite del 21%.

Le contrazioni più ampie hanno riguardato Camerun e Nigeria, entrambe in calo del 46%. La riduzione dei prezzi della materia prima ha quindi contribuito in modo rilevante alla frenata complessiva degli acquisti dall’estero.

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