5.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Aggressione all’Einstein, 18enne operato: la pista dei manifesti

Il giovane sarebbe stato colpito dopo aver rimosso alcuni poster di Blocco Studentesco: 30 giorni di prognosi e indagini sulle immagini delle telecamere.

«Milano è e resta una città profondamente antifascista»: con queste parole Beppe Sala ha espresso vicinanza al ragazzo di 18 anni ferito davanti al liceo Einstein. Il sindaco ha condannato l’episodio, mentre esponenti politici milanesi hanno definito l’aggressione inaccettabile e chiesto di accertare rapidamente le responsabilità.

La vicenda ha inoltre provocato una mobilitazione studentesca. Il Collettivo Einstein ha comunicato l’intenzione di organizzare un presidio davanti alla scuola, precisando che la manifestazione dovrebbe svolgersi senza violenze.


La reazione politica scuote Milano

Sinistra Italiana ha fatto sapere di voler presentare un’interrogazione in Parlamento. Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Regione Lombardia, ha parlato di un fatto «gravissimo e totalmente inaccettabile»; anche Alessandro Capelli, segretario metropolitano del partito, ha preso posizione contro l’aggressione.

L’episodio è avvenuto nel contesto della comparsa di manifesti firmati Blocco Studentesco, formazione giovanile legata a CasaPound. I cartelli, con la frase «Antichi sogni, nuovi eroi, 2006-2026», sarebbero stati affissi anche all’esterno di altri istituti milanesi per le iniziative legate ai vent’anni dalla nascita dell’organizzazione.


Il ragazzo dimesso dopo l’intervento

Il 18enne ha riportato una frattura al cranio ed è stato sottoposto a un’operazione al Policlinico. Durante il trattamento i medici hanno inserito una placca di titanio; al momento della dimissione gli sono stati riconosciuti 30 giorni di prognosi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

La denuncia è stata presentata dalla madre nella mattinata di martedì presso la caserma dei carabinieri di Porta Monforte. Gli investigatori stanno esaminando anche i filmati registrati dalle telecamere presenti nella zona, mentre gli amici del giovane avrebbero chiamato i soccorsi dopo l’aggressione.


La serata ricostruita dagli studenti

Secondo il racconto diffuso dal Collettivo Einstein, il ragazzo avrebbe prima contattato alcuni attivisti per avvisarli della presenza dei manifesti e preparare un confronto per il giorno successivo. Alcuni militanti, notata la telefonata, si sarebbero avvicinati per chiedergli con chi stesse parlando, limitandosi inizialmente a intimidirlo.

In seguito, il giovane avrebbe rimosso i poster e raggiunto il giardino pubblico di fronte all’istituto. Mentre si allontanava in bicicletta, sarebbe stato raggiunto da circa dodici persone giunte su tre automobili, circondato e colpito alla testa con una bottiglia. Gli aggressori, sempre secondo questa ricostruzione, si sarebbero poi allontanati in macchina.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere