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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Affitto quasi triplo a 94 anni: Franca rischia di perdere la casa di sempre

A Firenze la proprietaria chiede 1.200 euro al mese invece dei 450 attuali a un’anziana quasi cieca, vedova e sostenuta da una pensione minima

Per Franca, 94 anni, il rischio non è soltanto economico: nella primavera del 2026 potrebbe dover lasciare l’abitazione di Firenze nord dove vive dagli anni Sessanta. La proprietà, alla scadenza del contratto prevista a febbraio, vorrebbe portare il canone mensile da 450 a 1.200 euro. Una cifra incompatibile con le entrate dell’anziana, vedova, quasi cieca e costretta a muoversi con un deambulatore.

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La richiesta che mette tutto in discussione

Franca ha trascorso in quei 70 metri quadrati gran parte della sua vita con il marito. Oggi passa le giornate tra la televisione e le parole crociate, in un appartamento vicino a quello della figlia: una distanza ridotta che consente alla donna di assisterla con maggiore facilità.

La figlia racconta che con il precedente proprietario non erano mai emersi problemi. Dopo il passaggio dell’immobile ai nipoti, invece, la redditività degli appartamenti sarebbe diventata una priorità. “Come si fa a chiedere una cifra del genere a una pensionata di 94 anni?”, ha detto, spiegando che la madre vive con una pensione minima e la reversibilità del marito defunto. Con 1.200 euro di affitto, aggiunge, non avrebbe quasi più risorse per le spese essenziali.

La famiglia ha provato a cercare un compromesso. Un incremento limitato, anche grazie al sostegno economico della figlia, potrebbe essere affrontato; l’aumento fino a 1.200 euro, invece, non sarebbe sostenibile. Per questo la donna si è rivolta al sindacato degli inquilini Sunia, che sta seguendo la situazione.


La casa come ultima protezione

Nel palazzo tutti gli appartamenti appartengono alla stessa proprietà. Di recente è cambiato anche l’amministratore storico, mentre le abitazioni continuano a essere destinate a contratti residenziali e non agli affitti turistici. Se la trattativa non dovesse portare a una soluzione, la vicenda potrebbe finire davanti a un giudice.

La figlia spera che, in quel caso, vengano considerate l’età della madre, le sue condizioni di salute e la necessità di restare vicino alla rete familiare. L’obiettivo è permettere a Franca di trascorrere nella sua abitazione gli anni che le restano, senza affrontare un trasferimento reso ancora più difficile dalla quasi cecità e dalla ridotta mobilità.

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Il caso è stato richiamato anche da Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra progetto Comune, che ha annunciato la richiesta di convocare un Consiglio straordinario sull’emergenza abitativa. “Nessuna esecuzione con la forza pubblica senza un alloggio alternativo”, ha affermato, collegando la vicenda di Franca a una situazione più ampia.


Sfratti, i numeri dell’emergenza

In provincia di Firenze, nel 2025, gli sfratti eseguiti con l’intervento della forza pubblica sono stati 312, mentre le richieste di esecuzione hanno raggiunto quota 2.004. Quest’ultimo dato rappresenta il 35% del totale regionale toscano.

La storia di Franca ricorda quella di Maricarmen Abascal, l’anziana spagnola di 87 anni che aveva vissuto per 71 anni nella stessa casa e che morì dopo aver combattuto per conservarla. La sua vicenda divenne un simbolo della crisi abitativa, suscitò mobilitazioni nelle piazze e fu associata alla crisi politica che portò alle dimissioni del premier spagnolo Pedro Sanchez.

Il parallelismo tra le due donne ha riportato l’attenzione su situazioni che spesso rimangono senza visibilità. Non si tratta soltanto della difficoltà di una pensionata, ma di un problema che coinvolge un numero crescente di inquilini messi in difficoltà dall’aumento dei canoni e dalla mancanza di alternative accessibili.

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