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Attualità 3 min di lettura13 ott

Affitto o università? Le tende degli studenti sfidano la politica

La protesta di Udu e Rete Studenti Uniti arriva davanti a Montecitorio: nel mirino il costo delle case, la precarietà e le scelte del governo sul diritto allo studio.

Per gli studenti il problema non è più soltanto riuscire a superare gli esami, ma poter restare nelle città in cui studiano. Le tende piantate davanti a Montecitorio hanno trasformato il disagio per affitti e costo della vita in una contestazione politica, sostenuta da esponenti dell’opposizione e del mondo sindacale.

La mobilitazione è promossa da Udu e Rete Studenti Uniti, che chiedono di tenere insieme diritto allo studio, accesso alla casa e spese quotidiane. Il messaggio dei ragazzi è netto: non vogliono dover scegliere tra pagare una stanza e frequentare l’università, né tra acquistare il cibo e sostenere i costi degli spostamenti.

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Schlein accusa il governo sulla casa

Tra le persone arrivate a Montecitorio ci sono Virginia Libero, esponente dei Giovani Democratici, Elly Schlein, Susanna Camusso, il parlamentare del Movimento 5 Stelle Antonio Caso, Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte. In precedenza aveva manifestato il proprio sostegno anche Maurizio Landini.

Schlein ha definito la protesta un segnale rivolto direttamente alla politica. «Intaccare il loro diritto allo studio vuol dire intaccare il diritto al futuro di questo Paese», ha affermato, contestando al governo l’assenza di interventi efficaci sul diritto all’abitare. La segretaria del Partito Democratico ha ricordato anche la cancellazione del fondo per l’affitto da 330 milioni di euro, misura che, secondo lei, aiutava famiglie esposte al rischio di sfratto.


Le proposte dell’opposizione

La leader dem ha sostenuto che il nodo non sia soltanto la quantità di risorse disponibili, ma l’idea di fondo con cui viene affrontata la povertà. A suo giudizio, non può essere considerata una responsabilità individuale: è invece una questione sociale legata a decisioni pubbliche che devono essere cambiate.

Schlein ha quindi proposto una convergenza delle forze di opposizione già a partire dalla prossima manovra. Tra le richieste indicate figurano il ripristino del fondo per l’affitto, il potenziamento fino al triplo del fondo destinato alla morosità incolpevole e un piano nazionale per l’edilizia popolare.

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Affitti brevi e città più care

Un altro punto indicato dalla segretaria del Partito Democratico riguarda la regolamentazione degli affitti brevi. Il fenomeno, ha spiegato, contribuisce a rendere le abitazioni sempre meno accessibili a studenti, lavoratori e famiglie, soprattutto nei centri urbani.

L’obiettivo, secondo Schlein, non sarebbe colpire in modo indiscriminato chi offre un alloggio, ma stabilire regole più chiare e sottrarre il tema della casa alla sola logica del profitto. La sintesi della sua posizione è stata: «Basta persone senza casa e basta case senza persone».


Le tende come denuncia pubblica

Virginia Libero ha raccontato che la mobilitazione va avanti da sei giorni. «Siamo scesi in piazza mettendo le tende perché il tetto manca sopra la nostra testa», ha detto, collegando così il gesto simbolico alle difficoltà concrete affrontate da molti giovani.

La presenza davanti alla sede della Camera punta a rendere visibile una richiesta che riguarda non solo gli studenti fuori sede, ma anche chi lavora e vive nelle città con affitti sempre più pesanti. Per Udu e Rete Studenti Uniti, casa, formazione e costo della vita sono aspetti della stessa emergenza.

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