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Attualità 3 min di lettura14 ott

Ue, 75 miliardi per Kiev e il nodo Cina: vertice sotto pressione

I leader europei si riuniscono il 15 e 16 ottobre tra guerra in Ucraina, tensioni commerciali e trattative sul bilancio pluriennale.

La principale incognita del vertice europeo riguarda la capacità dell’Unione di sostenere l’Ucraina mentre il quadro internazionale diventa più instabile. Ai 90 miliardi di euro già promessi per il biennio 2026-2027 potrebbero infatti servire altri 75 miliardi, una necessità che i governi dovranno valutare anche alla luce del negoziato sul bilancio 2028-2034.

A Bruxelles, giovedì 15 e venerdì 16 ottobre, i Ventisette affronteranno anche i rapporti con Stati Uniti e Cina, l’allargamento dell’Unione e la gestione dei flussi migratori. Alla vigilia dell’incontro, 22 associazioni tedesche hanno chiesto risorse finanziarie più consistenti per permettere all’Europa di fronteggiare le crisi.

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Kiev attende nuove garanzie europee

L’atteggiamento della Casa Bianca sta alimentando i timori sulla solidità del legame transatlantico e sul futuro dell’appoggio occidentale a Kiev. Le recenti posizioni del presidente Donald Trump, anche se condizionate dalla campagna per le elezioni di medio termine, hanno riaperto interrogativi sul ruolo degli Stati Uniti nel conflitto tra Ucraina e Russia.

A pesare è anche l’accordo raggiunto da Washington con il Cremlino sulle forniture di diesel, nonostante il regime di sanzioni contro Mosca. Nel frattempo, l’Unione europea deve fare i conti con attacchi ibridi ripetuti e con il rischio di ritrovarsi sempre più sola nel sostegno all’Ucraina. «La questione è impellente, e andrebbe risolta già quest’anno perché l’anno prossimo il fronte nazionalista e anti-ucraino potrebbe essere più forte», osservano fonti vicine al dossier.

Il calendario elettorale rende il tema ancora più delicato: nel 2027 sono previste consultazioni in Spagna, Francia, Polonia e Italia. Secondo le stime comunitarie, l’eventuale fabbisogno aggiuntivo per Kiev ammonta a 75 miliardi di euro rispetto ai 90 miliardi già messi in campo per il 2026-2027.


Con Pechino cresce la tensione commerciale

Sul tavolo dei leader finirà anche il rapporto economico con la Cina, dopo il primo accordo sul contingentamento delle automobili ibride. I dati più recenti mostrano un peggioramento del disavanzo commerciale europeo: a settembre, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il deficit è aumentato del 251,8% in Francia, del 201,7% in Germania e del 52,3% nell’intera Unione.

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La bozza delle conclusioni affida alla Commissione europea il compito di preparare con urgenza nuovi strumenti per proteggere il mercato comune. L’obiettivo è reagire con maggiore efficacia alle pressioni economiche provenienti da Paesi terzi e ridurre gli squilibri commerciali.

Parigi e Berlino hanno inoltre suggerito di rendere più rapido l’utilizzo dello strumento europeo contro la coercizione economica. L’iniziativa, secondo alcuni diplomatici, ha raccolto consensi tra gli Stati membri. La Commissione prepara infine misure per diversificare le forniture e per sostenere i Paesi più esposti a eventuali ritorsioni esterne.


Il bilancio resta lo sfondo decisivo

Mentre i governi discutono di sicurezza, commercio e migrazioni, il negoziato sul quadro finanziario 2028-2034 procede sullo sfondo del vertice. Le crisi in corso potrebbero influenzare la distribuzione delle risorse e rendere più difficile trovare un’intesa sulle priorità dell’Unione.

La richiesta arrivata da 22 organizzazioni tedesche punta proprio a rafforzare la dotazione complessiva del prossimo bilancio. Per l’Europa, il confronto non riguarda soltanto le cifre: dalle scelte finanziarie dipenderà anche la possibilità di mantenere gli aiuti a Kiev, affrontare le emergenze esterne e ridurre la dipendenza economica dalla Cina.

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