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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Aden, arrestato un giornalista dopo i nuovi attacchi: cosa succede

Le autorità yemenite hanno fermato Murad Mohammed Saeed mentre due missili colpivano una zona militare vicino allo scalo, senza provocare vittime.

Il dipartimento di sicurezza di Aden ha annunciato il fermo del giornalista Murad Mohammed Saeed e di altre persone, senza chiarire quanti siano gli arrestati né quali contestazioni siano state formulate. Saeed aveva collaborato con diverse testate, tra cui Aden Al-Ghad, e sui suoi canali aveva pubblicato anche immagini degli attacchi avvenuti in città.

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La stretta sui video degli attacchi

Secondo le autorità locali, gli arresti si inseriscono nel quadro degli avvertimenti già rivolti a chi diffonde registrazioni capaci di mostrare informazioni delicate o di ostacolare le operazioni di sicurezza. Il comunicato non ha però fornito ulteriori elementi sul caso del giornalista.

Aden resta uno dei principali centri del potere yemenita riconosciuto a livello internazionale. La città ospita il palazzo presidenziale di Maashiq, già bersaglio di azioni attribuite agli Houthi, movimento sostenuto dall'Iran e impegnato nel conflitto contro il governo e i suoi alleati sauditi.


Due missili vicino alla pista

Nelle ore successive, due forti detonazioni sono state avvertite nei pressi dell'aeroporto. Secondo quanto riferito da Al Arabiya, i razzi sono caduti vicino alla pista, colpendo un settore dello scalo dove si trova una struttura militare schierata con le forze governative sostenute dall'Arabia Saudita.

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Un addetto alla sicurezza e un controllore del traffico aereo hanno confermato la presenza dell'unità militare nell'area interessata. La polizia yemenita ha comunicato che l'episodio non avrebbe causato vittime, mentre un giornalista dell'agenzia Afp ha raccontato di aver sentito le esplosioni provenire dalla zona aeroportuale.


Gli Houthi rivendicano l'operazione

La responsabilità dell'attacco è stata attribuita agli Houthi dal ministero dell'Informazione yemenita. In seguito, il movimento ribelle ha rivendicato il lancio, sostenendo di avere colpito un centro di comando saudita situato nei pressi dello scalo della capitale provvisoria.

L'episodio è avvenuto il giorno dopo un'altra azione attribuita agli Houthi, costata la vita a diverse persone e diretta contro un complesso di edifici ad Aden. Dal 2015 la città è la sede del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale, mentre il Consiglio presidenziale vi mantiene la propria base provvisoria.

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