Ad Antigua Carlo III: dialogo britannico sulle riparazioni
Ad Antigua il re esprime dolore personale; il governo britannico propone invece di rivedere i debiti delle ex colonie.
Re Carlo III ha riconosciuto il dolore legato alla tratta degli schiavi, ma ad Antigua non ha rivolto scuse ufficiali alle ex colonie britanniche. Il sovrano è intervenuto all’apertura del vertice dei capi di governo del Commonwealth, riunito a St John’s.
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Il discorso del sovrano
Nel suo intervento Carlo III ha definito lo schiavismo una pagina della storia capace di suscitare «orrore e personale dispiacere». Il riferimento è rimasto però sul piano personale e non si è trasformato in un’ammissione formale di responsabilità da parte del Regno Unito.
Il re presiede il Commonwealth, organizzazione composta da 56 Stati e rappresentativa di circa 2,7 miliardi di persone. Durante il viaggio nei Caraibi, iniziato il 27 ottobre e passato anche da Bahamas e Guyana, la questione delle scuse e dei risarcimenti era stata al centro delle attese.
La posizione del governo britannico
Il primo ministro britannico Andy Burnham aveva lasciato aperta la possibilità di un confronto sulle eventuali scuse istituzionali. In un intervento pubblicato sabato, il premier aveva detto di essere «pentito per il dolore e la sofferenza di milioni di persone», sostenendo che ignorare il passato avesse indebolito il funzionamento del Commonwealth.
Burnham aveva tuttavia escluso che i cittadini britannici di oggi potessero essere ritenuti responsabili per ingiustizie commesse in un’altra epoca e secondo leggi diverse. La sua posizione ha quindi mantenuto una distinzione netta tra il riconoscimento storico delle sofferenze e l’ipotesi di compensazioni economiche.
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Debito e possibili scuse
Al vertice il governo britannico ha presentato alle ex colonie una proposta alternativa ai risarcimenti diretti: una ristrutturazione del debito. Il piano prevede tempi più lunghi per la restituzione e condizioni sui tassi più favorevoli per gli Stati più poveri, così da ridurre il peso degli interessi.
Downing Street ha inoltre confermato l’avvio di colloqui con i Paesi caraibici sulla possibilità di formulare scuse ufficiali. Secondo la BBC, un’eventuale decisione potrebbe arrivare entro il prossimo anno, quando il Regno Unito assumerà la presidenza di turno del G20.
Il primo ministro di Antigua e Barbuda, Gaston Browne, aveva chiesto domenica il riconoscimento dei torti commessi e una forma di restituzione. Nel marzo scorso, intanto, l’Assemblea generale dell’Onu aveva approvato una risoluzione promossa dal Ghana, indicando la tratta degli schiavi come il più grave crimine contro l’umanità e le riparazioni come possibile risposta ai danni storici.
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