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Sanità, il Fondo sale a 146,3 miliardi nel 2027

Il Fondo salirà nel 2027, ma Regioni e sindacati contestano risorse inferiori alle richieste e quota sul Pil in calo

La legge di bilancio approvata dal governo porta il Fondo sanitario nazionale a 146,3 miliardi di euro nel 2027.

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Salvini apre a nuove risorse

L’esame parlamentare della Manovra è appena iniziato e Matteo Salvini non ha escluso modifiche durante il passaggio alle Camere. «Il Parlamento è eletto dagli italiani apposta per migliorare qualcosa che eventualmente dovesse essere migliorato sulla scuola, sulla sanità, sulle pensioni», ha detto il vicepremier.

La maggioranza potrebbe quindi valutare ulteriori stanziamenti per il comparto sanitario. Si tratta dell’ultima legge di bilancio prima delle elezioni e il malcontento di medici, Regioni e lavoratori rischia di pesare sul dibattito politico.


Medici e sindacati protestano

Anaao Assomed, principale organizzazione dei medici ospedalieri, contesta soprattutto l’assenza di un’indennità specifica per il personale impegnato a sostegno dei Pronto soccorso. Il sindacato ha annunciato di essere pronto «a ogni tipo di mobilitazione».

La Fp Cgil ha invece confermato lo sciopero generale del 20 novembre contro la Manovra. Il segretario generale Federico Bozzanca ha avvertito che il provvedimento potrebbe aggravare la pressione sui dipendenti, favorire nuovi tagli ai servizi e rendere più probabile la chiusura di alcuni ospedali.


Le cifre del Fondo sanitario

Nel complesso, il finanziamento previsto raggiungerà 146,3 miliardi nel 2027, 147,1 miliardi nel 2028 e 148,2 miliardi nel 2029. L’incremento rispetto al 2026 è di 3,4 miliardi, ma circa un miliardo era già stato programmato con precedenti leggi di bilancio: le risorse aggiuntive introdotte ora ammontano quindi a circa 2,4 miliardi.

Giorgia Meloni aveva rivendicato in conferenza stampa l’aumento complessivo del Fondo. Il dato, pur corretto, non coincide interamente con nuovi finanziamenti decisi dall’ultima Manovra.


Aumenti e nuove prestazioni

Una quota di circa 500 milioni l’anno sarà utilizzata per aggiornare le tariffe dei ricoveri destinati ai pazienti acuti. Altri 380 milioni serviranno ad aumentare le indennità degli operatori dei Pronto soccorso.

Nel 2027 sono inoltre previsti fino a 300 milioni per remunerare le prestazioni aggiuntive di medici e infermieri, oltre a 100 milioni per gli arretrati dei buoni pasto del personale sanitario. La proroga della prestazione universale per anziani non autosufficienti avrà invece un costo di 136 milioni.

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Tra gli interventi figura anche un fondo da circa 1,6 miliardi per un voucher da 300 euro. Il contributo, valido soltanto nel 2027, sarà destinato agli over 75 con pensione o assegno di invalidità fino a 28mila euro e potrà coprire spese sanitarie escluse dal servizio pubblico.


Le richieste delle Regioni

I governatori avevano sollecitato 6,8 miliardi aggiuntivi per il 2027 e 18 miliardi nell’intero periodo 2027-2029. L’incremento inserito dal governo è inferiore alla metà di quanto richiesto e non raggiunge nemmeno i 5,5 miliardi indicati dal ministro della Salute Orazio Schillaci.

Nel documento trasmesso al ministero dell’Economia, Schillaci aveva stimato in tre miliardi il fabbisogno necessario soltanto per assorbire rincari energetici e maggiori costi di farmaci e dispositivi. I presidenti delle sei Regioni amministrate dal centrosinistra hanno chiesto una riunione urgente della Conferenza delle Regioni, sostenendo che le somme previste non mettano al riparo la continuità del servizio sanitario pubblico.


Il caso della Lombardia

Anche dalla Lombardia, guidata dal centrodestra, è arrivata una contestazione. Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, ha giudicato insostenibile l’ipotesi di una riduzione vicina a mezzo miliardo delle risorse per la sanità lombarda nel 2027 rispetto all’anno precedente.

«Significa non riuscire a completare il lavoro sulle liste di attesa, non far funzionare completamente le case di comunità e gli ospedali di comunità e non incentivare il personale sanitario a lavorare nel pubblico come stiamo cercando di fare», ha dichiarato Bertolaso, già responsabile della Protezione civile.


La quota sul Pil diminuisce

Il confronto tra gli stanziamenti nominali e il prodotto interno lordo modifica la lettura dei numeri. Secondo la Fondazione Gimbe, il rapporto tra Fondo sanitario e Pil passerà dal 6,14% del 2026 al 6,11% del 2027, per scendere al 5,98% nel 2028 e al 5,87% nel 2029.

Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, ha riconosciuto l’aumento assoluto del Fondo, ma ha rilevato che la quota di ricchezza nazionale destinata alla sanità diminuirà fino a raggiungere nel 2029 il livello più basso della serie indicata dalla fondazione.

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