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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Abdul El-Sayed è il primo musulmano al Senato del Michigan

L’epidemiologo ha costruito la sua campagna sulle disuguaglianze sanitarie e sugli effetti delle politiche pubbliche

Abdul El-Sayed è stato eletto al Senato dello Stato del Michigan, diventando il primo musulmano nella storia degli Stati Uniti a raggiungere questo traguardo.

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Un programma oltre la sanità

Medico ed epidemiologo sociale, El-Sayed ha ottenuto il seggio dopo una campagna segnata da attacchi politici e tentativi di delegittimazione. Secondo il testo, l’American Israel Public Affairs Committee ha speso 30 milioni di dollari per contrastarlo, senza impedirne l’affermazione sui candidati repubblicani.

La sua posizione sulla guerra a Gaza è stata netta: El-Sayed ha definito genocidio quello in corso nella Striscia, una formulazione adottata da pochi esponenti della politica statunitense. Il suo progetto, però, comprende anche la riforma del sistema sanitario, la lotta alle disuguaglianze economiche e una diversa idea di democrazia.

Nei suoi libri, tra cui *Politica della guarigione* e *Medicare per tutti: una guida per i cittadini*, ha affrontato la pandemia di Covid-19, l’accesso alle cure e il rapporto tra condizioni sociali e salute. L’obiettivo dichiarato è contrastare le informazioni false diffuse su questi temi e mostrare come le decisioni pubbliche possano incidere sulla vita delle persone.


Che cosa studia l’epidemiologia sociale

Questa disciplina analizza il modo in cui reddito, istruzione, condizioni di lavoro, relazioni sociali e istituzioni influenzano la diffusione delle malattie e il rischio di morte. Il suo campo di osservazione comprende quindi anche le disuguaglianze, considerate come un fattore concreto di salute pubblica.

L’epidemiologia sociale permette di valutare le politiche non soltanto attraverso gli indicatori economici, ma anche in base alle vite salvate o perdute. El-Sayed si è formato alla University of Michigan e ha poi studiato alla Oxford University e alla Columbia University; durante quel percorso è stato influenzato dall’epidemiologo Sandro Galea, che lo ha orientato verso lo studio delle disparità sanitarie.

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Il precedente dell’Università del Michigan

Nel racconto dell’autore, un’esperienza vissuta nel 2010 alla scuola di sanità pubblica della University of Michigan aiuta a comprendere il legame tra competenza e rappresentanza. Dopo sei mesi dall’arrivo come professore associato di epidemiologia sociale e disuguaglianze di salute, gli fu affidata la commissione incaricata di selezionare un nuovo docente.

La procedura prevedeva l’esame di centinaia di curricula, una prima graduatoria e l’invito dei tre candidati più apprezzati. Dopo le lezioni pubbliche e i colloqui, l’intero corpo docente votava: professori ordinari, associati e assistenti disponevano ciascuno di una sola preferenza. L’autore contrappone questo metodo al sistema universitario italiano, dove l’epidemiologia sociale non è riconosciuta come settore disciplinare autonomo.


La crisi politica americana

Nel libro dedicato alla politica della guarigione, El-Sayed descrive le disuguaglianze economiche come una malattia del sistema democratico. A suo giudizio, queste disparità ostacolano le misure favorevoli alla salute, riducono la fiducia nelle istituzioni e alimentano l’idea che tutti i candidati siano equivalenti.

Il testo presenta la sua elezione come una possibile risposta al disimpegno politico negli Stati Uniti, dove gli indicatori sanitari sono tra i peggiori del mondo occidentale. L’autore collega inoltre la situazione interna alle scelte dell’amministrazione presidenziale su immigrazione, operazioni militari e rapporti internazionali.

Resta infine la questione del Partito Democratico, che secondo l’autore avrebbe pagato alle elezioni precedenti il sostegno alla politica statunitense su Gaza. La vittoria di El-Sayed riapre così il dibattito sulla possibilità che i Democratici riconoscano quel costo politico e modifichino il proprio indirizzo.

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