A scuola la voce degli studenti pesa: i numeri del progetto
Il programma sostenuto da Save the Children e UniCredit coinvolge 130 scuole e mostra effetti positivi su ascolto, benessere e partecipazione degli alunni
Il coinvolgimento degli studenti nelle decisioni scolastiche produce risultati misurabili: nell’anno scolastico 2025-2026 l’83,5% dei partecipanti ai Consigli Fuoriclasse ha dichiarato di stare meglio a scuola, mentre il 91,6% ha riconosciuto a questi organismi un ruolo importante nel dare maggiore spazio alla voce degli alunni. Sono alcuni degli esiti del programma Fuoriclasse in Movimento, realizzato da Save the Children con il sostegno di UniCredit attraverso il Fondo Carta Etica.
La partecipazione diventa pratica quotidiana
I Consigli Fuoriclasse riuniscono studenti, insegnanti e dirigenti. Attraverso assemblee, consultazioni nelle classi, elezioni e confronti con la dirigenza, ragazze e ragazzi possono segnalare problemi e proporre interventi su didattica, ambienti, rapporti tra compagni e collegamento con il territorio.
Le idee emerse hanno già portato alla creazione di laboratori, alla progettazione di spazi dedicati all’apprendimento, alla cura degli edifici scolastici e a iniziative di cittadinanza attiva. Nel periodo considerato, il progetto ha raggiunto 130 istituti distribuiti in 16 regioni, coinvolgendo 19.981 studenti e studentesse, 1.428 docenti, 530 classi e altrettanti Consigli Fuoriclasse.
I numeri raccontano il cambiamento
Il monitoraggio condotto su oltre 2.200 studenti indica che l’86,5% avverte una maggiore attenzione da parte degli adulti e l’84,3% ritiene che la scuola tenga più conto delle esigenze degli alunni. L’89,7% riferisce di aver sperimentato più emozioni positive, mentre l’87,5% segnala una crescita nella capacità di collaborare.
Tra gli altri risultati figurano relazioni migliori con compagni e insegnanti per l’86,2% degli intervistati, un più intenso coinvolgimento nella vita scolastica per l’84,1% e una maggiore capacità di promuovere e difendere i propri diritti per l’86,7%. La percezione dell’ascolto è ancora più forte tra i rappresentanti dei Consigli: l’85,2% sente che la propria voce venga presa realmente in considerazione, con una differenza superiore a 20 punti rispetto agli studenti senza incarichi rappresentativi.
Anche gli insegnanti vedono effetti
Le valutazioni dei 644 docenti coinvolti confermano l’impatto dell’iniziativa. Il 94,5% considera i Consigli uno strumento efficace per ascoltare gli studenti, il 91,8% rileva un miglioramento del benessere scolastico e il 95% nota una crescita delle emozioni positive tra gli alunni.
Gli insegnanti riportano inoltre più partecipazione alla vita dell’istituto nel 91,5% dei casi, migliori capacità collaborative nell’88,8% e un rafforzamento dell’autostima e delle risorse personali nell’87,2%. L’86,8% dichiara di avere sviluppato maggiori competenze sulle metodologie partecipative; l’84,5% afferma invece di ricorrere più spesso a modalità educative fondate sull’ascolto e sul coinvolgimento.
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Prevenire l’abbandono prima che accada
L’intervento nasce dall’idea che la dispersione scolastica non cominci necessariamente con l’uscita dal sistema di istruzione. Perdita di motivazione, difficoltà nelle relazioni, debole senso di appartenenza e scarsa partecipazione possono precedere l’abbandono; per questo Save the Children lavora già nel primo ciclo, puntando su benessere, fiducia e legami positivi con la scuola.
I dati nazionali mostrano un quadro in miglioramento, ma ancora segnato da differenze rilevanti. Nel 2025 l’abbandono precoce tra i giovani dai 18 ai 24 anni è sceso all’8,2%, dal 9,8% del 2024, raggiungendo in anticipo il traguardo europeo previsto per il 2030. La quota resta però al 10,1% tra i ragazzi, contro il 6,2% tra le ragazze, e arriva al 26,2% tra i giovani con cittadinanza non italiana, rispetto al 6,7% degli italiani. La dispersione implicita è diminuita dal 8,7% del 2025 al 6,3% rilevato da INVALSI nel 2026.
Il progetto punta alla continuità
Un’esperienza significativa si svolge all’Istituto Comprensivo Morricone, nel quartiere romano di San Basilio, dove Save the Children e UniCredit hanno fatto il punto sul percorso avviato per inserire la partecipazione nella gestione ordinaria della scuola.
Nel 2025 Save the Children ha inoltre avviato, insieme ad Ashoka Italia, una sperimentazione triennale che coinvolge 18 Istituti Comprensivi della rete Fuoriclasse in Movimento. Dopo il primo anno, il 68,8% delle scuole aveva avviato o portato a termine la fase di formalizzazione del ruolo dei Consigli all’interno dell’organizzazione scolastica.
«Contrastare la dispersione scolastica significa intervenire prima che l’abbandono si manifesti», ha dichiarato Stefano Gallo, responsabile dello sviluppo territoriale di UniCredit, sottolineando l’importanza di creare contesti nei quali gli studenti si sentano ascoltati e parte della comunità.
Giancarla Pancione, direttrice Marketing, Fundraising & Brand di Save the Children, ha evidenziato che il programma offre ai più giovani spazi concreti per esprimere bisogni e proposte, contribuendo a costruire comunità scolastiche più inclusive e capaci di rispondere alle loro esigenze.
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