A Rabat El Mansouri difende il suo incarico al femminile
La prima donna alla guida del governo ha ricordato ai deputati conservatori il nuovo ruolo istituzionale
Fatima Ezzahra El Mansouri ha rimproverato in Parlamento i deputati conservatori che continuavano a chiamarla «signor primo ministro». La premier marocchina ha rivendicato al femminile il proprio incarico davanti agli esponenti del Partito della Giustizia e dello sviluppo, formazione islamista moderata all’opposizione.
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La risposta ai deputati conservatori
Rivolgendosi ai banchi del partito, El Mansouri ha sottolineato che il Marocco è ora guidato da una donna. «È la seconda volta che mi chiama Signor primo ministro. Io sono la Signora primo ministro e dovrà farci l’abitudine», ha detto durante la seduta parlamentare.
Il passaggio è stato rilanciato sui social e ha riportato alla memoria una frase pronunciata nel 2014 da Abdelilah Benkirane, già capo del governo e leader della stessa formazione. All’epoca aveva accostato le donne ai lampadari, descrivendole come elementi destinati a illuminare la casa. El Mansouri ha replicato: «Io non sono un lampadario; sono un cervello, una coscienza, delle convenzioni e una battaglia».
Dalla politica locale al governo
Nata il 3 gennaio 1976 a Ben Guerrir, a circa 80 chilometri da Marrakech, la premier proviene da una famiglia della borghesia marocchina. Suo padre, Abderrahim, è stato pascià, funzionario locale e uno dei governatori della regione di Marrakech durante il regno di Hassan II; in seguito ha ricoperto l’incarico di ambasciatore degli Emirati Arabi.
Dopo la laurea e l’attività da avvocata, El Mansouri ha intrapreso la carriera politica nel Partito dell’Autenticità e della modernità, forza laica orientata alla modernizzazione della società. Prima di arrivare alla guida dell’esecutivo era stata la prima donna sindaca di Marrakech.
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Le priorità dell’esecutivo
Il partito di El Mansouri è risultato il più votato alle elezioni politiche di settembre. Il governo è nato da un accordo tra tre forze e ha indicato tra gli obiettivi la creazione di un milione di posti di lavoro entro il 2030, il contrasto alla corruzione e il rafforzamento dell’assistenza sociale.
Tra i dossier annunciati figurano anche la riforma del sistema pensionistico e l’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2030, che il Marocco ospiterà insieme a Portogallo e Spagna. I rapporti con Madrid non sono tuttavia privi di tensioni, anche per le conseguenze della vicenda avvenuta in estate a Ceuta.
I diritti delle donne e la legge di
Durante la campagna elettorale la premier non aveva posto i diritti delle donne al centro del proprio programma. Rimane inoltre da definire la sua posizione sulla revisione del diritto di famiglia, una materia che continua a creare disparità per le donne soprattutto nei procedimenti di divorzio e nelle regole sull’eredità.
Da quando è entrata al governo, però, El Mansouri ha contestato pubblicamente alcune rappresentazioni discriminatorie e l’idea che la ragione appartenga soprattutto agli uomini. Le sue prese di posizione hanno suscitato la reazione dei conservatori islamici, con cui il confronto è proseguito nell’aula del Parlamento.
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