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Attualità 2 min di lettura13 ott

A Brera l’arte si ascolta: la tecnologia guida ciechi e ipovedenti

Un nuovo percorso consente di esplorare otto capolavori con descrizioni audio e assistenza a distanza attraverso gli occhiali intelligenti sviluppati da Meta ed EssilorLuxottica.

Otto opere della Pinacoteca di Brera diventano accessibili anche a visitatori ciechi o ipovedenti grazie a un progetto che combina audiodescrizioni, riconoscimento delle immagini e supporto umano a distanza. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Meta, la Pinacoteca di Brera, EssilorLuxottica e le associazioni che si occupano di disabilità visiva.

L’esperimento, chiamato “Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo”, punta a offrire nuovi strumenti per vivere il patrimonio culturale. In Italia le limitazioni visive moderate o gravi riguardano complessivamente il 18,6% della popolazione, mentre le persone con disabilità visiva sono oltre 1 milione.

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Otto opere raccontate dalla tecnologia

Durante la visita, gli occhiali intelligenti riconoscono il dipinto osservato. Il visitatore può quindi avviare i contenuti audio toccando le aste del dispositivo, scegliendo in autonomia il tipo di approfondimento più adatto alle proprie esigenze.

Per ciascuna opera sono disponibili tre percorsi: una descrizione morfologica, dedicata a forme, disposizione degli elementi e particolari; una lettura storico-artistica; infine, informazioni sulla vita dell’autore. I materiali sono stati elaborati seguendo il metodo DescriVedendo dell’Associazione Nazionale Subvedenti, pensato per trasformare le caratteristiche visive in una rappresentazione mentale coerente.

Il progetto è una delle prime sperimentazioni museali a impiegare occhiali dotati di intelligenza artificiale in visite rivolte a persone cieche e ipovedenti. Angelo Crespi, direttore di Grande Brera e del Cenacolo Vinciano, ha sottolineato che l’accessibilità deve permettere a ogni visitatore di costruire un rapporto personale con le opere.


Un aiuto umano oltre l’audio

I dispositivi non si limitano a fornire spiegazioni vocali. Attraverso l’integrazione con Be My Eyes, chi visita il museo può mettersi in contatto con volontari vedenti o operatori qualificati, che ricevono le immagini riprese dagli occhiali e offrono indicazioni in tempo reale.

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L’assistenza può servire per muoversi all’interno della Pinacoteca, raggiungere il museo o affrontare necessità pratiche durante il percorso. Il servizio, che conta 8 milioni di volontari nel mondo, può essere utilizzato anche nella vita quotidiana: Maxine Williams, responsabile dell’accessibilità di Meta, ha citato il caso di una persona che non riesce a trovare le proprie chiavi e chiede a un volontario di individuarle attraverso la videocamera degli occhiali.


Perché l’inclusione resta una priorità

In Italia la disabilità visiva è più diffusa tra le fasce anziane: le limitazioni gravi interessano l’1,9% delle persone dai 15 anni in su, il 5% degli over 65 e l’8% degli over 75. L’invecchiamento della popolazione contribuisce inoltre alla crescita del numero complessivo di persone coinvolte.

Rosa Garofalo, direttrice dell’Associazione Nazionale Subvedenti, ha spiegato che le descrizioni dettagliate già permettono di avvicinare le persone cieche e ipovedenti alle opere attraverso immagini mentali. L’uso dei nuovi strumenti tecnologici amplia ora questa possibilità, rendendo il servizio più flessibile e rafforzando l’obiettivo di un museo realmente accessibile.

Anche EssilorLuxottica considera l’esperienza un banco di prova per le proprie soluzioni. Davide Schinetti, responsabile operativo e della ricerca e sviluppo del gruppo, ha definito motivo di orgoglio la possibilità di impiegare gli occhiali intelligenti per arricchire il modo in cui le persone percepiscono l’ambiente che le circonda.

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