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Attualità 2 min di lettura29 set

A 70 anni sceglie l’isolamento: casa fatta a mano e acqua piovana

Dopo essere stato travolto da un’auto a Buenos Aires, Beto ha abbandonato la città per vivere in autonomia nella valle di Traslasierra.

Un cellulare e una radio sono i pochi dispositivi elettrici che Beto riesce a utilizzare nella sua abitazione. Grazie al telefono continua a parlare con i figli, mentre alcuni viaggiatori e conoscenti fanno tappa nella valle per incontrarlo.

La sua quotidianità si basa su consumi ridotti e sul recupero di ciò che ha a disposizione. Il legname ottenuto dalla potatura degli alberi finisce nel fuoco per cucinare; l’energia, invece, viene prodotta da pannelli solari collegati a batterie recuperate.


Una scelta nata dopo l’incidente

A 70 anni l’uomo argentino vive nella valle di Traslasierra, lontano dai centri urbani. La sua casa è stata realizzata personalmente e il trasferimento è diventato il simbolo di un cambiamento radicale nelle sue abitudini.

Beto ha iniziato a costruire il nuovo rifugio nel 2007, dopo un investimento avvenuto a Buenos Aires. L’impatto lo aveva scaraventato a diversi metri di distanza, provocandogli fratture alla colonna vertebrale e lesioni ai dischi intervertebrali.


Vita autonoma tra sole e pioggia

Da allora la città gli è apparsa come un luogo troppo rischioso e fonte continua di tensione. Ha quindi preferito una sistemazione rurale, pur dovendo affrontare condizioni non semplici e il pericolo degli incendi che può interessare la zona.

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Nella sua casa non arrivano né l’acqua corrente né la normale rete elettrica. L’acqua viene raccolta dalle precipitazioni e impiegata anche per bere, mentre gli acquisti sono ridotti al minimo, le risorse vengono riutilizzate e la spesa privilegia ciò che viene prodotto localmente.


Una pensione senza vita comoda

La scelta sorprende anche perché Beto riceve una pensione che gli permetterebbe un’esistenza più agiata. Ha invece optato per un modello basato sull’autosufficienza, accettando rinunce e lavori quotidiani pur di restare nella valle.

Il suo isolamento, dunque, non significa una rottura completa con il mondo esterno. Il contatto con i figli resta possibile attraverso il cellulare e le visite occasionali mantengono aperto il legame con le persone che decidono di raggiungerlo.

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