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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

70 milioni di esami e una sfida: radiologi e tecnici cambiano passo

La Sirm e gli organismi professionali dei tecnici sanitari rafforzano il confronto su sicurezza, nuove tecnologie e organizzazione della diagnostica per immagini

Ogni anno in Italia si effettuano circa 70 milioni di esami radiologici, una mole di prestazioni che rende indispensabile il coordinamento tra medici radiologi e tecnici sanitari di radiologia medica. Proprio da questa esigenza nasce il nuovo percorso di collaborazione presentato a Milano, nella sede nazionale della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm).

L’obiettivo è portare il lavoro condiviso, già centrale negli ospedali e nei servizi diagnostici, anche nella produzione scientifica e nella definizione delle regole organizzative. Il confronto dovrà tradursi in documenti, indicazioni operative e linee guida capaci di chiarire responsabilità e procedure.

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La tecnologia impone nuove regole

La trasformazione della radiologia rende ancora più importante il dialogo tra le due professioni. Digitalizzazione, strumenti tecnologici avanzati e teleradiologia stanno modificando il modo in cui vengono organizzati i servizi, fino a rendere possibile che medico e tecnico operino in luoghi differenti.

Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale della Sirm e direttrice della Struttura complessa di Radiologia dell’Irccs Aom di Genova, ha definito radiologo e tecnico «un binomio indissolubile». La teleradiologia, ha spiegato, può sostenere le aree più difficili da raggiungere, le strutture con necessità particolari e la gestione delle emergenze, ma soltanto con il rispetto delle norme, la tutela dei pazienti e degli operatori e un collegamento costante tra i professionisti.


Ruoli distinti, obiettivo comune

Il progetto non punta a sovrapporre le funzioni, bensì a valorizzare competenze differenti all’interno dello stesso percorso diagnostico. Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp, ha indicato nella condivisione delle attività il principale punto di forza, richiamando la necessità di intervenire anche negli ambiti in cui vengono fissati indirizzi e decisioni per il settore.

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Il tecnico sanitario di radiologia medica segue gli aspetti tecnici dell’esame: applica i protocolli, imposta i parametri di acquisizione, contribuisce alla qualità delle immagini e opera nel rispetto della radioprotezione e della sicurezza del paziente. Carmela Galdieri, presidente dei Tecnici sanitari di radiologia medica, ha sottolineato che queste responsabilità sono complementari a quelle del medico radiologo e che procedure condivise possono rendere i percorsi più efficienti e sicuri.


Il congresso apre una fase nuova

Un primo risultato concreto è atteso al 52° Congresso nazionale della Sirm, in programma a Milano. Per la prima volta i tecnici sanitari di radiologia medica avranno una sessione scientifica autonoma, scelta che segna l’intenzione di consolidare il rapporto anche sul piano della ricerca e della formazione.

Per Gandolfo si tratta dell’avvio di un cammino destinato a proseguire nel tempo. La crescita della radiologia, secondo la presidente, richiede infatti di accompagnare l’innovazione riconoscendo il contributo di ogni professionalità: una condizione ritenuta necessaria per migliorare l’organizzazione, la sostenibilità del sistema e la qualità dell’assistenza.

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