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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

4.500 euro persi con i “mi piace”: sei persone nei guai

Una ventenne era stata attirata con piccoli compensi sui social, poi il raggiro l’ha spinta a versare somme sempre più elevate.

Gli accertamenti condotti dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Matera hanno portato all’identificazione di sei persone, residenti in Italia, alle quali risultavano intestati o riconducibili i conti utilizzati per incassare il denaro. Al termine delle verifiche, gli indagati sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di truffa.

La vicenda, coordinata dalla Procura della Repubblica, è ancora sottoposta alle verifiche della fase preliminare. Le somme finite sui conti indicati alla vittima ammontavano complessivamente a 4.500 euro.


Il guadagno promesso si trasforma in perdita

La ragazza, appena ventenne, aveva seguito le istruzioni ricevute online pensando di partecipare a un’attività retribuita. Dopo i versamenti, tuttavia, le persone con cui era in contatto hanno interrotto ogni comunicazione e non sono più risultate raggiungibili.

Il meccanismo si basava sulla promessa di ricompense crescenti. Il compito iniziale appariva semplice e privo di rischi: interagire con fotografie o filmati e seguire alcuni profili sulle piattaforme sociali.


La fiducia costruita con piccoli pagamenti

Il primo contatto era avvenuto attraverso un gruppo WhatsApp. Qui la ventenne riceveva collegamenti a contenuti pubblicati sui social e, dopo aver eseguito le azioni richieste, otteneva somme di importo ridotto.

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Quei primi accrediti, effettivamente arrivati sul suo conto, avevano reso credibile la proposta. Proprio la regolarità dei pagamenti iniziali avrebbe convinto la ragazza che dietro l’offerta ci fosse un sistema reale e affidabile.


Telegram e la seconda fase del raggiro

Dopo aver consolidato il rapporto, gli interlocutori l’avevano trasferita in un canale Telegram. A quel punto erano comparse opportunità presentate come più redditizie, ma legate alla necessità di effettuare nuovi trasferimenti di denaro.

Nel canale comparivano anche messaggi attribuiti ad altri partecipanti, descritti come persone capaci di ottenere guadagni elevati. Secondo gli investigatori, quei profili sarebbero stati utilizzati per rafforzare l’illusione che l’attività producesse davvero profitti.

La giovane ha quindi eseguito più pagamenti, seguendo le indicazioni ricevute, fino a raggiungere la cifra di 4.500 euro. La denuncia presentata dalla vittima ha dato avvio agli approfondimenti sui movimenti bancari e all’individuazione dei sei soggetti ora coinvolti nel procedimento.

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