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Attualità 4 min di lettura42 min fa

400mila in piazza: gli studenti sfidano Meloni e rilanciano la protesta

Cortei in tutta Italia tra richieste sul diritto allo studio, contestazioni al riarmo e alcuni scontri: la Rete degli Studenti Medi promette nuove iniziative fino al 20 novembre.

Il messaggio arrivato dalle piazze italiane va oltre la singola giornata di protesta: gli studenti annunciano una mobilitazione destinata a continuare. Secondo la Rete degli Studenti Medi, oltre 400mila ragazze e ragazzi hanno partecipato venerdì al “No Meloni Day”, chiedendo interventi concreti su scuola, costo della vita e diritto allo studio.

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La protesta non si ferma al corteo

Edifici più sicuri, organici rafforzati e maggiori garanzie per chi vive ogni giorno gli istituti sono alcune delle richieste portate nelle strade. A queste si aggiungono il contrasto al caro libri, alle spese per studiare e agli affitti, diventati un ostacolo per molti giovani che vogliono proseguire la formazione.

Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, ha sostenuto che gli studenti non intendono assistere passivamente a decisioni prese senza il loro coinvolgimento. “Vogliamo essere protagonisti del cambiamento, non spettatori di riforme calate dall’alto”, ha detto, rivendicando un ruolo diretto nelle scelte che riguardano la scuola e il futuro delle nuove generazioni.

Nel mirino sono finite anche alcune iniziative dell’esecutivo, dal decreto Scuola al disegno di legge promosso da Giuseppe Valditara. Gli studenti contestano inoltre la scelta di destinare risorse alla difesa invece di aumentare gli investimenti nell’istruzione pubblica. Il movimento guarda alle mobilitazioni dei coetanei in Francia e Spagna e punta a collegare le rivendicazioni italiane a una protesta più ampia.


Da Roma a Bari, una protesta diffusa

Le manifestazioni hanno coinvolto numerosi centri, da Torino a Cagliari, passando per Milano, Genova, Padova, Bologna, Napoli, Firenze e Venezia. Nella capitale, il corteo partito dall’Esquilino ha raggiunto il ministero dell’Istruzione dopo aver attraversato il centro: gli organizzatori hanno parlato di 20mila partecipanti, tra bandiere palestinesi, slogan contro il governo e contestazioni al riarmo.

A Milano migliaia di giovani hanno sfilato con il messaggio “Nessuno è straniero”. Firenze ha visto la presenza di almeno duemila studenti provenienti da una quindicina di scuole superiori, riuniti in piazza San Marco contro i tagli e le misure rivolte agli alunni stranieri. In Veneto i cortei hanno attraversato Padova, Venezia, Treviso e Vicenza, mentre a Bari la protesta si è concentrata sul carovita e sullo stato degli edifici scolastici.

Anche a Torino, Genova, Bologna, Napoli e Cagliari si sono svolte iniziative pubbliche. Nel capoluogo ligure, davanti alla sede di Confindustria, è stato dato alle fiamme un carro armato di cartone. A Milano, invece, alcune raffigurazioni della presidente del Consiglio e di Valditara sono state esposte a testa in giù e colpite con uova.

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Scontri e reazioni politiche

La maggior parte dei cortei si è svolta senza incidenti, ma non sono mancati momenti di tensione. A Torino alcuni manifestanti si sono separati dal percorso principale in piazza Castello, con il volto coperto, e hanno lanciato pietre e altri oggetti contro le forze dell’ordine. La polizia ha risposto con una carica e con gli idranti; docenti e genitori hanno cercato di interporsi creando un cordone.

Tre minorenni sono stati arrestati con l’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, mentre più di 50 persone sono state identificate. A Roma, nei pressi del ministero, il lancio di petardi e oggetti ha suscitato la condanna di Giuseppe Valditara, che ha definito gli episodi un’aggressione alle istituzioni. I sindacati di polizia hanno riferito di circa dieci agenti feriti durante la giornata.

Da Bruxelles Giorgia Meloni ha distinto il diritto a manifestare dagli atti violenti e ha accusato i vertici dell’opposizione di non aver condannato gli incidenti. “Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha dichiarato la presidente del Consiglio.

Elly Schlein ha replicato che le difficoltà economiche degli studenti e il degrado degli edifici non possono essere attribuiti a chi protesta. Giuseppe Conte ha accusato il governo di non aver affrontato le emergenze sociali, richiamando i 14 miliardi aggiuntivi destinati ad armi e difesa. Angelo Bonelli, pur condannando ogni forma di violenza, ha chiesto a Meloni di rivolgere le proprie scuse a studenti e insegnanti.


Una campagna fino al 20 novembre

La Rete degli Studenti Medi ha presentato “Generazione Fuoriclasse”, una campagna pensata per mantenere attive le iniziative dentro e fuori dalle scuole. Il primo appuntamento indicato è quello di sabato 17 ottobre a Roma, in occasione della manifestazione della Via Maestra.

Le attività, secondo quanto annunciato dagli organizzatori, andranno avanti fino al 20 novembre. Verdecchia ha descritto i problemi degli istituti come questioni collettive e politiche, non come difficoltà individuali, e ha rilanciato l’idea di una presenza stabile nelle piazze. Sullo sfondo resta lo slogan comparso a Firenze: “Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente”.

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