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Attualità 3 min di lettura56 min fa

38 canzoni per capire l’Italia: il viaggio di Guccini in Millennium

Il nuovo numero del mensile diretto da Peter Gomez rilegge mezzo secolo italiano attraverso la musica, i libri e l’impegno civile del cantautore scomparso il 6 agosto a 86 anni.

La storia d’Italia può essere riletta anche attraverso 38 canzoni: è il percorso scelto dal nuovo numero di Millennium, dedicato a Francesco Guccini. Dalle tensioni sociali degli anni Sessanta fino al disincanto del nuovo millennio, i suoi brani diventano una chiave per osservare politica, costume e cronaca del Paese.

Il cantautore è morto il 6 agosto, a 86 anni, lasciando un’opera capace di unire cultura popolare, memoria e riflessione civile. Il mensile diretto da Peter Gomez propone così un ritratto articolato dell’artista, dello scrittore e dell’affabulatore emiliano.


La storia italiana dentro le canzoni

L’inchiesta firmata da Mario Portanova attraversa cinquant’anni di vicende nazionali seguendo le tracce dei testi di Guccini. Il viaggio parte da Dio è morto, composta nel 1965 e censurata dalla Rai, ma trasmessa con apprezzamento da Radio Vaticana, e arriva a Il testamento di un pagliaccio, brano contenuto ne L’Ultima Thule, l’album che ha segnato la parte conclusiva della sua attività musicale.

Nel percorso compaiono anche Eskimo e il clima del 1968, Canzone delle osterie di fuori porta e gli anni di piombo, Bologna e la strage del 1980, Nostra signora dell’ipocrisia e la stagione del berlusconismo. Non mancano Cirano, associata al mondo dei programmi televisivi di approfondimento, e Piazza Alimonda, legata al G8 di Genova.


Un intellettuale oltre le etichette

Millennium ricostruisce il rapporto tra le molte letture di Guccini e la scrittura delle sue canzoni, spesso sospese tra ironia, nostalgia e malinconia. Nel numero intervengono Giulia Ichino, sua editor, e Gabriella Fenocchio, curatrice della sua opera completa, in un articolo di Roberto Casalini: ne emerge la figura di un intellettuale colto e appassionato, ma mai rinchiuso nelle definizioni ideologiche.

Loriano Macchiavelli racconta invece il Guccini scrittore, mentre Antonio Armano ricostruisce la storia degli «elfi» evocati nel libro Il tempo degli elfi, scritto insieme al cantautore. Stefano Mannucci rievoca poi le contestazioni degli anni Settanta contro i cantautori considerati «venduti»: secondo la sua testimonianza, Guccini riuscì a superare quei momenti grazie all’ironia, diversamente da Francesco De Gregori ed Edoardo Bennato.

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Dai concerti alle nuove generazioni

Il numero guarda anche al rapporto tra Guccini e il pubblico più giovane. Beatrice Manca ha raccolto le voci di ragazze e ragazzi che, dopo la notizia della sua morte, hanno imbracciato le chitarre nelle piazze per ricordarlo. È il segnale di una presenza artistica capace di attraversare generazioni e di rimanere attuale anche oltre i rituali dei concerti.

La stessa idea guida la selezione musicale collegata all’inchiesta: ogni articolo presenta i brani citati e la raccolta principale comprende 38 titoli, da Il 3 dicembre del ’39, del 1967, fino a Il testamento di un pagliaccio, del 2012. Parlando di quest’ultimo brano, Guccini aveva definito i pagliacci come «noi cittadini, umiliati da situazioni sconcertanti».


L’incontro a Bologna

Il nuovo numero di Millennium sarà presentato a Bologna alla Casa di quartiere Ruozi, in via Castelmerlo 13. L’appuntamento è fissato alle 19 e l’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

All’incontro parteciperanno Juan Carlos «Flaco» Biondini, chitarrista, Gabriella Fenocchio, linguista, e Davide Pecorella di Cantate Bologna. A moderare sarà Mario Portanova, autore dell’inchiesta di copertina. La rivista è disponibile in librerie selezionate, negli esercizi commerciali in rete e con abbonamento cartaceo o digitale.

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