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Attualità 2 min di lettura1 ott

240 mila preferenze e nessun ruolo: il caso Annunziata nel Pd

L’europarlamentare, eletta con un risultato di peso, lamenta l’assenza di coinvolgimento nella vita del partito e valuta il futuro della delegazione europea.

Il rapporto tra Lucia Annunziata e il Partito Democratico entra in una fase delicata. L’europarlamentare, forte di circa 240 mila preferenze alle Europee, avrebbe manifestato ai colleghi il disagio per il ruolo marginale assegnatole, nonostante continui a versare le quote previste sia in Europa sia sul territorio italiano.

Secondo la ricostruzione riportata dal quotidiano Il Foglio, Annunziata starebbe valutando se abbandonare la delegazione del Pd al Parlamento europeo. «Se il mio lavoro non serve, posso benissimo lasciare la delegazione in Europa», avrebbe detto in riferimento alla situazione.


L’eletta indipendente resta ai margini

Annunziata aveva chiarito già in precedenza che non avrebbe preso la tessera del Pd. Pur mantenendo una posizione indipendente, da eurodeputata contribuisce economicamente al partito con il pagamento delle quote. Nei mesi successivi all’elezione si è inoltre occupata di diversi dossier legati alla Cina.

La sua critica riguarda soprattutto il diverso atteggiamento delle delegazioni nazionali. A suo giudizio, quella spagnola cerca intese e mediazioni con i popolari, mentre quella italiana sarebbe più concentrata sulle dinamiche interne e sul possibile rientro nella politica nazionale. Da qui nasce la sensazione di essere utilizzata come indipendente senza, però, essere realmente coinvolta nella vita del partito.

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Una scelta che avrebbe un costo

L’eventuale uscita dalla delegazione non comporterebbe per Annunziata la rinuncia all’intero trattamento economico da europarlamentare. Il Pd, al contrario, perderebbe anche la quota versata dalla rappresentante eletta alle Europee.

La vicenda si inserisce in un periodo segnato dall’addio di quattro donne al Partito Democratico. Resta quindi da capire se Annunziata sarà la quinta a prendere le distanze dal partito oppure se il confronto interno porterà a un chiarimento sul suo ruolo. La sua candidatura era stata tra quelle di maggiore richiamo, insieme a Marco Tarquinio e Cecilia Strada, in una tornata nella quale il Pd guidato da Elly Schlein ha ottenuto il 24%.

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