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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

21,5 centimetri nel buio: il nuovo squalo dal muso insolito

Una femmina trovata tra 400 e 500 metri al largo delle Mauritius ha permesso di identificare Etmopterus bulbosus, specie finora sconosciuta alla scienza.

La capacità di emettere luce è una delle caratteristiche più affascinanti degli squali lanterna, ma per il nuovo Etmopterus bulbosus resta ancora da capire quale funzione svolga. Gli scienziati non sanno infatti se la bioluminescenza lo aiuti a nascondersi, a disorientare i predatori o a interagire con altri individui.


La luce resta ancora un mistero

Gli organi responsabili di questo fenomeno si chiamano fotofori: sono minuscole strutture collocate sulla pelle, capaci di produrre luce. In molte specie del genere Etmopterus, che abitano soprattutto gli ambienti oceanici più profondi, rappresentano un tratto distintivo.

Nel caso della nuova specie, tuttavia, le informazioni disponibili sono troppo limitate per collegare con certezza la bioluminescenza a un comportamento preciso. Finora, infatti, è stato analizzato un solo esemplare, una femmina adulta lunga 21,5 centimetri.


Un muso che ha dato il nome

A rendere riconoscibile questo piccolo squalo è soprattutto la conformazione della testa. Il muso, ampio e tondeggiante, ha ispirato l’epiteto bulbosus, scelto per descrivere proprio il suo aspetto insolito.

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La distinzione rispetto agli altri squali lanterna non si basa però soltanto sulla forma del muso. I ricercatori hanno esaminato anche la distribuzione dei denticoli cutanei e il disegno delle macchie presenti sul corpo, individuando una combinazione di caratteristiche non osservata nelle specie già catalogate.


Una specie identificata alle Mauritius

L’esemplare è stato recuperato nell’Oceano Indiano sud-occidentale, al largo delle Mauritius, durante una raccolta effettuata fra 400 e 500 metri di profondità. Le sue dimensioni, poco superiori ai venti centimetri, confermano la taglia ridotta tipica di molti membri del genere Etmopterus.

L’analisi genetica ha fornito un’ulteriore conferma: il profilo del campione presenta differenze sufficienti per considerarlo una specie autonoma. La descrizione scientifica di Etmopterus bulbosus è stata pubblicata nel 2026, ma la conoscenza dell’animale rimane ancora circoscritta a questo unico ritrovamento.

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