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14 vittime e difesa aerea: l’appello europeo per Kiev

Kaja Kallas sollecita l’invio dei sistemi Patriot disponibili, mentre Matteo Zuppi avvia a Mosca un nuovo tentativo umanitario del Vaticano

Il bilancio degli attacchi russi nelle ultime 24 ore è di almeno 14 morti e 57 feriti in varie aree dell’Ucraina. Sullo sfondo dell’emergenza, Kaja Kallas ha chiesto agli Stati che possiedono sistemi Patriot inutilizzati di trasferirli a Kiev, mentre Matteo Zuppi ha iniziato una visita di tre giorni a Mosca.


Kallas rilancia la richiesta sui Patriot

Intervenendo prima della riunione del Consiglio Affari esteri nella formazione Difesa, l’Alta rappresentante dell’Unione europea ha sottolineato la necessità immediata di rafforzare la protezione dello spazio aereo ucraino. Kallas ha invitato i Paesi con dispositivi disponibili nei propri depositi a consegnarli all’Ucraina, così da permettere in seguito il reintegro delle loro dotazioni con i nuovi missili Patriot.

Secondo Kallas, lo sblocco dell’EPF ha aperto una nuova possibilità di sostegno. L’Unione dispone inoltre di 1 miliardo di euro per gli acquisti realizzati congiuntamente e punta a coinvolgere maggiormente gli Stati membri; alcuni Paesi che devono ancora ricevere fondi hanno già indicato l’Ucraina come destinataria delle risorse.


Zuppi torna al centro del dialogo

Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, è arrivato a Mosca per una missione di tre giorni. Il viaggio segue quello compiuto a luglio in Ucraina, durante il quale aveva visitato anche strutture di detenzione in cui erano reclusi militari.

L’iniziativa rientra nel percorso umanitario promosso dalla Santa Sede, con l’obiettivo di creare condizioni utili a possibili contatti negoziali. La trasferta arriva dopo la visita più istituzionale compiuta all’inizio di agosto da monsignor Paul Gallagher, responsabile degli Esteri del Vaticano.


Il conflitto non concede tregua

Mentre la diplomazia cerca spazi di intervento, i raid continuano a colpire diverse regioni ucraine. Le autorità hanno segnalato 14 persone morte e altre 57 rimaste ferite nell’arco dell’ultima giornata.

La richiesta di Kallas sui Patriot si inserisce quindi in un contesto segnato dalla pressione degli attacchi e dalla necessità di proteggere la popolazione. Parallelamente, la Santa Sede tenta di mantenere aperto un canale umanitario attraverso la missione del cardinale Zuppi.

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