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Equidi, raccolte 50mila firme contro la macellazione

La proposta popolare di Animal Equality Italia e Fondazione Islander può ora essere depositata in Parlamento.

La campagna per vietare la macellazione di cavalli, asini e muli ha raggiunto 50mila firme in Italia nell’ottobre 2026, con alcuni mesi di anticipo rispetto alla scadenza. Il risultato consente di presentare al Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare.

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Il riconoscimento come animali d’affezione

L’iniziativa, promossa da Animal Equality Italia e Fondazione Islander, punta a modificare lo status giuridico degli equidi. Il testo chiede di considerarli animali d’affezione, come già avviene per cani e gatti, e di impedire che possano essere destinati alla macellazione sul territorio nazionale.

Attualmente cavalli, asini e muli possono essere utilizzati per attività agricole, sportive o lavorative, ma anche inseriti nella filiera alimentare. L’eventuale approvazione della proposta eliminerebbe quest’ultima possibilità e inciderebbe sulle regole applicate al settore.

Il tema coinvolge anche le abitudini alimentari e gli interessi economici legati alla carne equina. I sostenitori della riforma richiamano il rapporto individuale instaurato con questi animali; le filiere produttive, invece, evidenziano le conseguenze sul comparto e sui lavoratori interessati.


I dati sulle macellazioni

Secondo i dati del Sistema Informativo Veterinario del Ministero della Salute, nel 2025 in Italia sono stati macellati 22.854 equidi. Le cifre più alte si registrano in Puglia, Emilia-Romagna e Veneto, territori nei quali il consumo di carne equina è legato a tradizioni consolidate.

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La carne di cavallo è consentita dalle norme italiane ed europee, anche se viene consumata meno rispetto ad altre tipologie. In alcune zone della Puglia, tuttavia, mantiene una presenza significativa nella cultura gastronomica locale: un elemento che rende il confronto politico più complesso.


Il percorso in Parlamento

La raccolta delle 50mila sottoscrizioni soddisfa il requisito necessario per depositare una proposta di legge popolare. Non comporta però l’approvazione automatica: il testo dovrà essere esaminato dalle commissioni competenti, inserito nel calendario dei lavori, discusso e infine sottoposto al voto.

I tempi parlamentari possono allungarsi per mesi o anni, perché queste iniziative non hanno una corsia preferenziale. Francesco Emilio Borrelli, deputato che ha sostenuto una misura analoga, ha ricordato che una precedente proposta sul divieto di macellazione degli equidi era stata respinta.

La nuova campagna riparte quindi da un precedente negativo, ma porta in Parlamento il sostegno di 50mila firmatari raccolti in circa quattro mesi. Il confronto dovrà stabilire se il quadro normativo debba continuare a considerare gli equidi anche come animali destinabili alla produzione alimentare oppure riconoscerli esclusivamente come animali d’affezione.

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