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Regno Unito, 130mila firme contro i fuochi privati

La richiesta punta a riservare gli spettacoli pirotecnici agli operatori autorizzati per tutelare animali e persone vulnerabili

Il Regno Unito ha portato all’attenzione del Parlamento una petizione che chiede di vietare la vendita privata dei fuochi d’artificio. Le adesioni hanno superato quota 130.000, oltre la soglia necessaria per aprire un esame parlamentare.

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La richiesta arrivata a Londra

Nel sistema britannico, una petizione con più di 100.000 firme deve essere presa in considerazione dal Parlamento. La raccolta ha raggiunto questo limite già all’inizio di dicembre 2025, dando avvio al confronto istituzionale.

La proposta non mira a cancellare gli spettacoli pirotecnici, ma a impedire che i prodotti siano venduti ai privati. L’uso verrebbe riservato a manifestazioni organizzate da professionisti e autorizzate, con l’obiettivo di ridurre i rischi per le persone, gli animali domestici e la fauna selvatica.

A sostenere l’iniziativa sono stati proprietari di animali, veterinari, associazioni per la tutela del loro benessere e operatori del settore agricolo. Questi ultimi hanno richiamato anche le conseguenze sui loro animali da allevamento e sugli esemplari che vivono nelle campagne.


Rumori difficili da tollerare

Cani e gatti percepiscono i suoni con una sensibilità diversa da quella umana. Un’esplosione che per una persona può essere soltanto molto rumorosa può diventare per un animale un segnale improvviso e incomprensibile di pericolo.

Ai boati si aggiungono lampi, odori e vibrazioni. L’animale può reagire con tachicardia, rigidità muscolare, fuga, tremori o ricerca di un nascondiglio. Episodi particolarmente intensi, o ripetuti nel tempo, possono avere conseguenze serie sulla salute.

Anche gli animali selvatici sono esposti. Gli uccelli possono lasciare i nidi durante la notte, mentre piccoli mammiferi possono correre disorientati verso le strade o ferirsi nel tentativo di trovare riparo. Nelle aree vicine a parchi, riserve e terreni agricoli, il disturbo può prolungarsi oltre la durata degli scoppi.

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Il precedente dei Paesi Bassi

Il dibattito britannico guarda anche a quanto accaduto nei Paesi Bassi. Dal 1° gennaio 2026 il Paese ha vietato la vendita e l’utilizzo privato dei fuochi d’artificio, mantenendo la possibilità di organizzare spettacoli autorizzati.

La misura olandese viene considerata dagli animalisti britannici un esempio di come una mobilitazione pubblica possa arrivare fino a una legge nazionale. Nel Regno Unito, però, il confronto deve fare i conti con l’industria pirotecnica e con le tradizioni legate al 5 novembre, giorno della Notte dei falò.


Come aiutare cani e gatti

In attesa di eventuali decisioni legislative, i proprietari possono preparare in casa un angolo tranquillo con coperte e oggetti familiari. È preferibile lasciare che l’animale scelga dove sistemarsi, senza trascinarlo vicino alle finestre o costringerlo a uscire dal suo rifugio.

Finestre e tapparelle chiuse attenuano lampi e rumori; anche musica o rumore bianco possono rendere l’ambiente meno esposto agli scoppi. La presenza del proprietario aiuta, mentre lasciare solo un animale già impaurito può aumentare il rischio di fuga o di comportamenti incontrollati.

Quando la paura è intensa, è opportuno parlare con il veterinario prima delle festività. Il professionista può indicare percorsi comportamentali e, se necessario, eventuali terapie, da valutare in anticipo e non durante una crisi di panico.

È utile anche controllare il funzionamento del microchip e aggiornare i recapiti associati. Un collare con i dati corretti può facilitare il ritrovamento nel caso in cui l’animale riesca a scappare.

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