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4 Zampe 3 min di lettura1 ora fa

Orlando, dal tetano alla qualifica di cane guida

Paralizzato da cucciolo, il Labrador ha recuperato autonomia e accompagnato una persona ipovedente nella vita quotidiana

Orlando è diventato un cane guida dopo essere sopravvissuto a una forma gravissima di tetano che lo aveva paralizzato.

Il Labrador è stato affidato a una persona ipovedente, in attesa da anni di un compagno capace di assisterla negli spostamenti. La sua presenza le ha permesso di uscire più spesso e di affrontare con maggiore sicurezza molte attività quotidiane.

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Il messaggio della nuova proprietaria

Sarah Judd ha saputo come stava Orlando attraverso un messaggio ricevuto dalla donna che lo aveva accolto. La proprietaria raccontava la felicità di vivere con lui e i cambiamenti ottenuti grazie al suo aiuto.

Per Sarah quelle parole hanno avuto un significato particolare. La donna aveva seguito il cucciolo durante la malattia, la riabilitazione e il successivo addestramento, arrivando a temere più volte di perderlo.


Dalla paralisi alla ripresa

Il tetano aveva provocato nel cane una rigidità muscolare tanto severa da impedirgli qualsiasi movimento. La prima settimana di ricovero era stata la più delicata: Sarah trascorreva le notti in apprensione, aspettando notizie dalla struttura veterinaria specializzata.

Dopo la sopravvivenza alla malattia, Orlando era rientrato a casa ancora molto debole. Per lui anche camminare, alimentarsi senza aiuto e superare piccoli dislivelli erano diventate attività faticose.

Sarah aveva reso l’abitazione più sicura con tappetini antiscivolo e aveva ridotto le passeggiate in base alle sue condizioni. Poi, grazie alle cure e alla riabilitazione, il Labrador aveva riacquistato poco alla volta forza, equilibrio e indipendenza.


Il cucciolo e il progetto iniziale

Orlando era arrivato da Sarah quando aveva soltanto otto settimane. La donna vive a Swanley, nel Kent, e svolge attività di volontariato per Guide Dogs, organizzazione che prepara cani destinati ad assistere persone cieche e ipovedenti.

Il suo incarico consisteva nell’accogliere i cuccioli durante la prima fase della crescita, accompagnandoli nelle esperienze utili a sviluppare sicurezza e capacità di adattamento. Anche per Orlando erano cominciate le lezioni di base e le normali uscite educative.

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Il percorso sembrava procedere senza difficoltà, finché Sarah aveva notato che il cane scuoteva spesso la testa. In un primo momento aveva pensato a un disturbo alle orecchie, ma la visita iniziale non aveva chiarito l’origine del problema.


La diagnosi e il ricovero

Il secondo controllo aveva portato alla diagnosi di tetano, infezione legata alla tossina prodotta dal batterio Clostridium tetani. Il microrganismo può penetrare attraverso una ferita contaminata e danneggiare gravemente il sistema nervoso.

Nei cani questa patologia è poco frequente e la vaccinazione non fa normalmente parte dei trattamenti veterinari ordinari. Per questo Orlando era stato trasferito con urgenza in un centro attrezzato per assisterlo.

Durante i giorni più difficili, il progetto di farne un cane guida aveva perso ogni importanza. Sarah pensava soltanto alla sua sopravvivenza, mentre il cucciolo affrontava un peggioramento rapido e la completa perdita della mobilità.


L’addestramento professionale

Quando Orlando aveva raggiunto i 17 mesi, era arrivato il momento di affidarlo alla fase professionale della preparazione. Lasciarlo non era stato semplice per Sarah, che lo aveva cresciuto e seguito durante ogni passaggio della guarigione.

La separazione era stata però accompagnata dalla soddisfazione di vederlo tornare sul percorso previsto. In meno di sei mesi di addestramento, il Labrador aveva ottenuto la qualifica di cane guida.

Anche il suo carattere era rimasto riconoscibile dopo la malattia. Sarah lo descriveva come intelligente, affettuoso, deciso e testardo; il suo abbaio acuto serviva a far capire quando voleva interrompere una sosta, mentre in casa amava sottrarre i calzini sporchi della figlia.

Quei comportamenti quotidiani erano diventati per Sarah il segnale più concreto del recupero. Il cucciolo che aveva rischiato la vita aveva ritrovato la propria personalità e poteva ora accompagnare una persona con disabilità visiva.

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