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4 Zampe 3 min di lettura2 ore fa

Condannato in Inghilterra l'uomo che teneva 80 cani

La RSPCA ha soccorso animali in diverse operazioni, tra cui una con oltre 250 cani raccolti nel 2026

Un uomo è stato condannato in Inghilterra per aver tenuto oltre 80 cani in condizioni gravissime. Quasi tutti gli animali sono sopravvissuti e hanno trovato una nuova sistemazione.

La vicenda è una delle numerose operazioni condotte dalla RSPCA contro abbandono, incuria e accumulo incontrollato di animali. In un altro intervento, nell’aprile 2026, l’organizzazione ha messo in salvo più di 250 cani dalla stessa abitazione.

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La condanna e gli animali salvati

I giudici hanno descritto come “agghiaccianti” le condizioni in cui vivevano gli oltre 80 cani. Uno soltanto non è sopravvissuto, mentre gli altri sono stati affidati a nuove famiglie dopo il recupero e le cure necessarie.

La sentenza si aggiunge alle azioni giudiziarie avviate dalla RSPCA dopo le proprie indagini. L’organizzazione raccoglie elementi, collabora con le autorità e porta i responsabili davanti alla magistratura quando emergono violazioni a danno degli animali.

L’operazione con più di 250 cani ha richiesto il lavoro coordinato di volontari, strutture temporanee e veterinari. Molti animali erano denutriti, feriti o profondamente provati dalle condizioni di detenzione.


Gli altri interventi della RSPCA

A Walsall, nell’Inghilterra centrale, gli ispettori hanno trovato 34 animali in un’abitazione invasa dall’odore di ammoniaca e feci. Il gruppo comprendeva 24 cani, 7 gatti, 2 ratti e 1 criceto; per entrare nei locali è stato necessario utilizzare protezioni e maschere.

Vicki Taylor, vice ispettrice capo della RSPCA, ha considerato quell’intervento tra i più difficili affrontati direttamente. Secondo l’organizzazione, situazioni simili possono derivare dall’accumulo compulsivo di animali: il numero cresce oltre la capacità di chi li detiene, fino a rendere impossibili cure e condizioni igieniche adeguate.

Nel 2023, a Walton-on-the-Naze, nell’Essex, tre donne sono state riconosciute colpevoli per la detenzione di 58 animali in ambienti sporchi e sovraffollati. Tra gli esemplari c’era anche Flo, una piccola scimmia marmosetta tenuta con una tartaruga e senza un accesso sufficiente alla luce.

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Julia Ann Blowes, 58 anni, Rachel Elizabeth Woods, 33 anni, e Sandra Jane Woods, 68 anni, sono state giudicate colpevoli dal giudice distrettuale Christopher Williams. Il magistrato ha definito “egoistico” il modo in cui era stata tenuta la scimmia, sottolineando che non le erano state garantite condizioni ambientali adatte.


Il fenomeno dell’abbandono

I dati della RSPCA indicano che gli abbandoni nei mesi invernali sono aumentati del 51% negli ultimi tre anni. Tra i fattori associati vengono citati difficoltà economiche, problemi abitativi e condizioni di salute mentale fragili.

Capire le cause non equivale a giustificare chi lascia un animale senza cure. Può però consentire di intervenire prima che la situazione degeneri, offrendo sostegno alle persone in difficoltà e riducendo il ricorso a operazioni d’emergenza.

La RSPCA, fondata il 16 giugno 1824 e con sede a Horsham, opera in Inghilterra e Galles attraverso ispettori, veterinari e volontari. Le segnalazioni riguardano maltrattamenti, abbandoni e gravi forme di negligenza.


Come riconoscere e segnalare i casi

Chi sospetta una situazione di maltrattamento può rivolgersi alle autorità competenti o alle associazioni animaliste locali. Anche una segnalazione tempestiva può permettere di raggiungere gli animali prima che le loro condizioni peggiorino.

Prima di adottare, è necessario valutare il tempo disponibile, lo spazio, i costi e le cure richieste. Per gli animali esotici occorre inoltre conoscere le norme applicabili e le esigenze specifiche della specie, spesso incompatibili con una gestione domestica ordinaria.

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