Rifugi RSPCA, oltre 20mila gatti cercano una famiglia
Gli ingressi sono aumentati del 49% in un anno, mentre adozioni e capacità delle strutture non tengono il passo.
La RSPCA ha segnalato una forte pressione sui propri rifugi britannici, dove nell’ultimo anno sono arrivati più di 20.000 gatti. Il numero degli ingressi è cresciuto del 49% rispetto all’anno precedente.
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Numeri e cause dell’emergenza
L’aumento non riguarda soltanto un periodo dell’anno. I nuovi arrivi si susseguono con continuità, mentre le adozioni non procedono allo stesso ritmo, lasciando le strutture con spazi sempre più limitati e risorse sottoposte a forte pressione.
Tra i fattori indicati c’è la riproduzione non controllata. Una gatta non sterilizzata può avere fino a tre cucciolate ogni anno, con quattro o cinque piccoli per parto. Senza interventi accessibili di sterilizzazione, il numero degli animali senza casa può crescere rapidamente.
Anche gli abbandoni contribuiscono al problema, compresi quelli legati al periodo estivo. A rendere più difficili le adozioni sono soprattutto l’età adulta, eventuali problemi di salute e le esperienze traumatiche vissute da alcuni gatti, che richiedono valutazioni e assistenza più attente.
Gli effetti della permanenza in rifugio
Il sovraffollamento incide direttamente sul benessere degli animali. La convivenza forzata e gli spazi ridotti possono provocare stress, perdita dell’appetito, isolamento, aggressività, apatia o alterazioni nella cura del pelo.
Più a lungo un gatto resta ospite della struttura, maggiore può diventare la difficoltà nel trovare una famiglia. I comportamenti legati al disagio rischiano infatti di allontanare i potenziali adottanti, creando un circolo difficile da interrompere.
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La RSPCA prova a contenere gli effetti della situazione attraverso attività di socializzazione, arricchimento degli ambienti e assistenza sul comportamento. Quando gli ingressi superano la capacità dei rifugi, però, anche questi interventi diventano più complessi da garantire.
Come aiutare i rifugi
L’adozione di un gatto ospitato in una struttura libera un posto per un altro animale in attesa di una sistemazione. Un aiuto può arrivare anche dall’affido temporaneo, che consente di accogliere un gatto per il periodo necessario a individuare una soluzione definitiva.
La sterilizzazione dei propri animali resta una delle misure più efficaci per limitare le nascite indesiderate. Anche le donazioni contribuiscono a sostenere cure veterinarie, programmi di sterilizzazione e attività di sensibilizzazione.
Chi assiste a situazioni di grave trascuratezza o a un numero eccessivo di gatti tenuti in condizioni inadeguate può rivolgersi alle autorità competenti. Il problema segnalato nel Regno Unito richiama dinamiche presenti anche in Italia, tra sovrappopolazione, abbandoni, risorse insufficienti e adozioni che non bastano.
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