Piccioni, il maschio cova più a lungo se manca cibo
Una ricerca mostra come la coppia redistribuisce i turni per proteggere la femmina e le uova
Nei piccioni, la scarsità di cibo spinge il maschio a prolungare i turni di cova. Il comportamento lascia alla femmina più tempo per allontanarsi dal nido e alimentarsi.
GioiaPura
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Il maschio aumenta i turni
Il meccanismo è stato osservato da una ricerca dell’Università tecnica di Monaco pubblicata su Royal Society Open Science. Quando le risorse diminuiscono, la femmina ha meno occasioni per nutrirsi, perde peso e consuma progressivamente le proprie riserve energetiche.
Il partner reagisce restando nel nido più a lungo e assumendo una parte maggiore dell’incubazione. In questo modo la femmina può uscire alla ricerca di cibo senza lasciare le uova esposte per periodi prolungati.
La distribuzione dei compiti, quindi, non segue uno schema immutabile. I due animali modificano i rispettivi turni in base alle condizioni della femmina e alla disponibilità di risorse, mantenendo comunque la protezione della covata.
Come funziona la cova
La riproduzione dei piccioni domestici (Columba livia domestica) comincia con la preparazione di un nido di ramoscelli. La femmina depone generalmente due uova bianche, che vengono mantenute al caldo per un periodo compreso tra 17 e 18 giorni.
Maschio e femmina si alternano nell’incubazione con una certa regolarità. La loro presenza non serve soltanto a conservare la temperatura adatta: contribuisce anche a regolare l’umidità necessaria allo sviluppo degli embrioni e limita il tempo in cui il nido può rimanere vulnerabile ai predatori.
Questa forma di assistenza condivisa da entrambi i genitori è diffusa tra gli uccelli. Nei piccioni, tuttavia, emerge con particolare chiarezza la capacità della coppia di modificare il proprio comportamento in risposta alle difficoltà ambientali.
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Il peso delle condizioni della femmina
L’alimentazione durante la cova incide sulla salute della femmina e sulla sua capacità di proseguire le cure parentali. Un apporto insufficiente può ridurre le energie disponibili non soltanto per l’incubazione, ma anche per l’assistenza ai piccoli dopo la schiusa.
L’aumento della presenza maschile nel nido mostra che il calo delle riserve della partner viene seguito da una risposta coordinata. La coppia può così distribuire nuovamente il lavoro e aumentare le possibilità di portare a termine la riproduzione anche quando il cibo è difficile da trovare.
Secondo i ricercatori, questa elasticità comportamentale offre un vantaggio nelle aree in cui le risorse alimentari cambiano in modo irregolare. Il maschio non svolge quindi un ruolo limitato al trasporto del cibo, mentre la femmina non è l’unica responsabile della cura delle uova.
Indicazioni per chi alleva piccioni
Conoscere questo comportamento può essere utile anche a chi tiene piccioni come animali da compagnia o alleva colombi. Assicurare alla femmina un’alimentazione adeguata durante la riproduzione aiuta a evitare che la coppia debba compensare un deficit energetico attraverso turni più lunghi del maschio.
Un maggiore impegno nell’incubazione comporta infatti un consumo aggiuntivo di energie anche per il partner. La gestione dell’alimentazione può quindi influire sull’equilibrio della coppia e sull’esito della covata.
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