Turismo europeo, più pernottamenti e nuove mete entro il 2036
Lo studio prevede più presenze straniere, crescita per Baltico e Balcani e un aumento del 33% in Italia
Il turismo europeo crescerà ancora entro il 2036, ma una quota maggiore dei viaggiatori potrebbe scegliere località meno affollate rispetto alle mete tradizionali. Le previsioni indicano un incremento complessivo dei pernottamenti pari al 32%.
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Crescono Baltico e Balcani
Francia, Spagna e Regno Unito conserveranno una posizione di primo piano tra le destinazioni più visitate. Accanto alle grandi capitali, però, aumenterà l’interesse per l’Europa centrale e orientale, per i Paesi baltici e per alcune aree dei Balcani.
Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria sono tra i Paesi con maggiori possibilità di crescita. Cracovia, Praga e Budapest sono già conosciute dal pubblico internazionale, ma il patrimonio storico e l’offerta culturale possono attirare nuovi flussi e rafforzare il peso turistico della regione.
Anche Tallinn, Riga e Vilnius potrebbero beneficiare della ricerca di alternative alle capitali dell’Europa occidentale. Per Riga, in particolare, le stime indicano un aumento dell’83% dei pernottamenti. I centri storici, l’architettura e la vicinanza ai paesaggi naturali rendono le tre capitali baltiche adatte a combinare visite urbane ed escursioni.
Albania e Montenegro completano l’elenco delle aree da osservare. Le coste, le montagne e i percorsi legati alla cultura offrono possibilità ancora meno frequentate rispetto ad altre zone del continente, con potenziali effetti positivi sul turismo locale.
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Arrivi stranieri in forte aumento
A sostenere l’espansione sarà soprattutto la domanda internazionale. Entro il 2036 i pernottamenti dei visitatori provenienti dall’estero dovrebbero salire del 42%, pari a circa un miliardo di notti aggiuntive ogni anno. La spesa dei turisti stranieri è invece stimata oltre quota 1.300 miliardi di euro.
I flussi dal Medio Oriente e dall’area Asia-Pacifico sono indicati tra quelli destinati a crescere più velocemente, con aumenti rispettivamente del 93% e dell’88%. Anche gli spostamenti interni all’Europa aumenteranno, favoriti da collegamenti più efficienti, nuovi investimenti e costi di viaggio più contenuti nei mercati centro-orientali.
Le previsioni per l’Italia
L’Italia manterrà un ruolo rilevante nelle rotte continentali. Il numero complessivo dei pernottamenti è previsto in aumento del 33% entro il 2036, mentre la componente internazionale dovrebbe crescere del 45%.
Le destinazioni più note continueranno a richiamare visitatori, ma la distribuzione dei flussi potrebbe diventare più ampia. Una parte della domanda si orienterà verso città baltiche, territori dell’Europa centrale e località costiere dei Balcani, affiancando le mete già consolidate.
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