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Viaggi 3 min di lettura1 ora fa

Rovereto, il tesoro alpino che sorprende anche gli italiani

Il Times racconta una città raccolta ma ricca di storia, musei, panorami e sapori, ideale da esplorare a piedi quando la stagione turistica si è ormai conclusa.

Quando l’estate finisce e le biciclette lasciano le strade della Vallagarina, Rovereto assume un ritmo ancora più tranquillo. I suoi circa 40.000 abitanti convivono con vicoli in pietra, piazze raccolte e palazzi che ricordano l’influenza veneziana: un centro a misura di passeggiata, dove arte, memoria, scienza e vino si incontrano senza fretta.

La cittadina, a circa un’ora di treno da Verona, è conosciuta anche come Città della Quercia o del Rovere. Nel 1769 accolse il primo concerto di Mozart durante il viaggio europeo del giovane musicista. Proprio questa combinazione tra dimensione alpina e apertura culturale ha spinto il Times a indicarla come una meta ancora poco considerata, nonostante si trovi tra Trento e il Lago di Garda.

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La memoria domina dall’alto

Il percorso può partire dal Castello di Rovereto, costruito in posizione elevata e oggi sede del Museo Storico Italiano della Guerra. Le sue collezioni riportano ai combattimenti della Prima Guerra Mondiale sulle montagne, quando l’esercito italiano affrontò quello dell’impero austro-ungarico e il territorio passò, alla fine del conflitto, dagli Asburgo all’Italia.

La visita, secondo il racconto del Times, è legata anche alla vista offerta dai bastioni. Dall’alto lo sguardo abbraccia i tetti antichi, le aree boschive e le cime circostanti, in uno scenario accostato ai paesaggi dipinti da Albrecht Dürer.

A sud dell’abitato, sulle colline, si trovano altri due luoghi dedicati ai caduti e visitabili senza biglietto. L’Ossario di Castel Dante conserva i resti di oltre 20.000 militari di diverse nazionalità, mentre la Campana dei Caduti accompagna ogni sera il ricordo delle vittime con cento rintocchi.


L’arte cambia volto alla città

Rovereto non vive soltanto del proprio passato. Il MART, tra i principali musei italiani dedicati all’arte moderna, dispone di 12.000 metri quadrati per le esposizioni e di una grande cupola realizzata in acciaio e vetro, concepita con un richiamo al Pantheon. La struttura emerge con forza nel paesaggio urbano, soprattutto considerando le dimensioni contenute della città.

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Il biglietto comprende anche l’ingresso alla Casa d’Arte Futurista Depero. Qui Fortunato Depero trasformò gli ambienti in un itinerario dai colori accesi, fatto di mosaici, mobili, arazzi e giocattoli, insieme alle note campagne pubblicitarie realizzate per Campari.

Nei dintorni merita una deviazione Castel Beseno, imponente fortificazione posta su un’altura tra Rovereto e Trento. La sua posizione permetteva di controllare la Vallagarina e aggiunge al viaggio un altro capitolo della storia militare del territorio.


A tavola parla la Vallagarina

Dopo musei e castelli, la città invita a rallentare anche davanti al piatto. La cucina locale combina consuetudini italiane e influenze alpine: tra le proposte ricordate dal Times ci sono i ravioli ripieni di zucca, la guancia di maiale cotta nel vino rosso e le costolette d’agnello preparate alla griglia.

Per una pausa informale si può scegliere un tagliere con salumi del territorio, accompagnato da bruschette o da un risotto. Anche una pizza consumata in un locale frequentato dagli abitanti diventa, nel racconto della città, un modo semplice per entrare nella quotidianità roveretana.

Nel pomeriggio, invece, il rito più classico resta quello del caffè con una fetta di strudel. È l’ultimo dettaglio di un itinerario che, in pochi giorni, mette insieme paesaggio, storia e cultura senza la folla delle destinazioni più note del Trentino.

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