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Viaggi 4 min di lettura15 ott

Pietrasanta, dove il marmo prende vita: il weekend tra botteghe e mostre

Tra piazze punteggiate di sculture, laboratori e gallerie, la città versiliese conserva un sapere artigiano che continua ad attirare artisti da tutto il mondo.

A Pietrasanta l’arte non è soltanto qualcosa da osservare: è un’attività quotidiana, fatta di polvere di marmo, disegni, scalpelli e mani esperte. Nel centro della Versilia, ai piedi delle Alpi Apuane, le opere nascono ancora nei laboratori e poi trovano posto nelle piazze, nelle chiese, nelle gallerie e negli spazi espositivi.

È questa continuità tra intuizione creativa e abilità manuale a rendere la città una meta ideale per un fine settimana. Accanto alla memoria delle estati eleganti della costa, Pietrasanta conserva una vocazione internazionale alimentata da artisti, collezionisti e giovani arrivati anche da molto lontano per imparare a lavorare la pietra.

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Qui l’arte si impara facendo

La fama della Versilia balneare si consolidò negli anni Venti, quando il tratto di costa compreso tra Marina di Massa e Viareggio divenne uno dei luoghi prediletti della villeggiatura. Pietrasanta, protetta dal profilo delle Apuane e vicina al mare, ha però costruito la propria identità soprattutto intorno alle botteghe e alla lavorazione del marmo.

In passato i laboratori erano più di cento; oggi sono diminuiti, ma la città continua a essere un ambiente vivace e aperto. Nei suoi studi arrivano artisti e collezionisti, mentre nelle strade del centro si allestiscono nuove opere. Rosa Sandretto, collezionista e fondatrice dell’Albergo Pietrasanta insieme al marito Gilberto, riassume così questa peculiarità: «La vera eccellenza, qui, è il fare».

Secondo Sandretto, chi porta a Pietrasanta un bozzetto trova maestranze capaci di affrontare anche i problemi tecnici e di accompagnare l’idea fino alla sua realizzazione. Palazzo Barsanti Bonetti, trasformato oltre trent’anni fa nell’Albergo Pietrasanta, racconta la stessa relazione tra ospitalità e arte attraverso lavori di Jannis Kounellis, Gino De Dominicis e Luigi Ontani.


Botero e Mitoraj hanno lasciato traccia

Fernando Botero iniziò a frequentare la Versilia negli anni Settanta e in seguito acquistò una casa sotto la Rocca, scegliendo Pietrasanta come luogo in cui vivere e lavorare. Anche Igor Mitoraj si stabilì nella zona nello stesso periodo: nel 1983 aprì il proprio laboratorio, ancora visitabile, e instaurò un legame profondo con gli artigiani locali.

La presenza dei due artisti è ancora visibile nella città. Nella chiesa della Misericordia, in via Mazzini, Botero realizzò nel 1993 La Porta del Paradiso e La Porta dell’Inferno, portando le sue figure dalle proporzioni ampliate all’interno di un edificio raccolto.

A Mitoraj è stato dedicato un museo ospitato nell’ex mercato comunale di via Oberdan. L’edificio, ripensato dallo studio OBR di Milano, è stato concepito come una struttura trasparente e aperta verso l’abitato, destinata alla scultura contemporanea. Per Botero, invece, si sta valutando la creazione di un ulteriore spazio espositivo, idealmente collegato alla sua lunga storia versiliese.

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Nei laboratori il marmo decide

Per capire davvero la natura di Pietrasanta bisogna entrare nei luoghi dove il progetto diventa materia. Le visite ai laboratori avvengono su appuntamento, perché si tratta di spazi ancora pienamente produttivi. Marble Studio Stagetti, attivo dal 1959, unisce oggi modelli in creta, scansioni tridimensionali e progettazione.

Nicola Stagetti sottolinea il valore del marmo di Carrara, apprezzato per la sua purezza. Attorno ai blocchi si svolge una fase decisiva: l’esperienza consente di interpretare le venature, individuare le trasparenze e riconoscere dal suono eventuali fragilità della pietra.

Verso Querceta, lo Studio Giorgio Angeli lavora dagli inizi degli anni Settanta alla produzione di sculture contemporanee, comprese opere monumentali. Disegni e modelli provenienti da studi internazionali vengono trasformati in marmo attraverso il dialogo costante tra artisti e maestranze. Nel complesso ha sede anche il laboratorio di Kan Yasuda, scultore giapponese che da oltre cinquant’anni lega la propria ricerca a questo luogo.


Gallerie e piazze da esplorare

Il percorso artistico prosegue nel centro storico, dove le gallerie si susseguono a breve distanza. Il nuovo spazio di Antonia Jannone Disegni di Architettura, in via del Marzocco, mette in relazione arte, progetto e arredamento. Susanna Orlando, arrivata a Pietrasanta nel 2013 dopo quasi quarant’anni di attività a Forte dei Marmi, presenta nelle sedi di via Stagi e via Garibaldi opere di piccolo formato e lavori pensati per gli ambienti che li ospitano.

Sempre in via Garibaldi, Flora Bigai Arte Contemporanea occupa un palazzo settecentesco e dedica particolare attenzione all’arte pop. Il centro si visita lentamente, seguendo le strade pedonali che partono da piazza Duomo: tra mattoni, marmo, tavolini e boutique, le sculture compaiono spesso nei punti più inattesi.

Anche la tavola e l’artigianato contribuiscono all’esperienza. Il Posto propone cucina di mare in un ambiente ricavato tra antiche pareti in cotto e pietra, accompagnato da opere contemporanee. La Stramberia, invece, interpreta la manifattura toscana attraverso cappelli dalle forme originali e dai materiali ricercati.

Quando il sole scende dietro le Apuane e nei laboratori resta la traccia bianca della lavorazione, Pietrasanta mostra il motivo per cui viene chiamata Piccola Atene: qui la materia continua a essere trasformata in bellezza, con un gesto antico ma ancora capace di parlare al mondo.

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