Pego do Inferno, accesso ancora chiuso vicino a Tavira
La cascata portoghese si trova a 10 chilometri dalla città, ma il percorso per arrivare alla conca non è stato riaperto
Il Pego do Inferno, cascata vicino a Tavira, non ha ancora un accesso pubblico riaperto.
GioiaPura
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Posizione e accesso alla cascata
La conca si trova nel territorio di Santo Estêvão, circa 10 chilometri a nord-ovest dal centro di Tavira, nel settore orientale dell’Algarve. L’area appartiene a una fascia rurale compresa tra la costa e le zone collinari dell’entroterra, attraversata dalla ribeira da Asseca.
Il luogo compare sui principali servizi di cartografia digitale, ma la sua presenza sulle mappe non equivale alla disponibilità di un itinerario praticabile. Prima di mettersi in viaggio è quindi necessario controllare le comunicazioni del Comune di Tavira e verificare l’eventuale apertura di un percorso autorizzato.
Nel 2012 l’area disponeva di passerelle, un ponte, una scalinata in legno e strutture per la balneazione. Un incendio, divampato nel luglio di quell’anno, distrusse gran parte delle installazioni e colpì anche la vegetazione circostante; da allora l’accesso attrezzato è rimasto inutilizzabile.
Acqua, rocce e vegetazione
Il Comune ha indicato il recupero e la valorizzazione del sito tra gli obiettivi futuri, ma la riapertura è stata ostacolata da terreni privati, condizioni del torrente e periodi di siccità. Le analisi richiamate dall’amministrazione hanno inoltre evidenziato che l’acqua non è adatta alla balneazione.
Alcune persone raggiungono comunque la pozza in modo informale. Questa frequentazione non coincide però con l’esistenza di un ingresso pubblico sicuro: eventuali divieti, proprietà private e restrizioni devono essere rispettati. Anche le piogge intense possono rendere instabili i terreni lungo il corso d’acqua.
La cascata forma un salto di circa 3 metri e alimenta una piscina naturale dalle sfumature verde-oliva. La tonalità dipende dalla profondità, dai riflessi della vegetazione, dalle caratteristiche del fondale e dalla presenza di organismi acquatici; con il cambiare della luce, l’acqua può apparire più scura o più chiara.
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Il Pego do Inferno fa parte di una sequenza di tre salti distribuiti lungo circa 1,5 chilometri della ribeira da Asseca. Gli altri sono la Cascata do Pomarinho, chiamata anche Pego do Amor, e la Cascata da Torre.
La formazione naturale e la leggenda
Alla base delle cascate c’è il tufo calcareo, roccia sedimentaria che si forma quando il carbonato di calcio trasportato dall’acqua si deposita sulle superfici. Il processo può inglobare resti vegetali e creare, nel corso di migliaia di anni, gradini, cavità e piccoli bacini.
La portata cambia con le stagioni. Dopo le piogge tra la fine dell’inverno e la primavera, il torrente tende a essere più ricco d’acqua e la caduta risulta più visibile; in estate, invece, il flusso può ridursi molto e, durante le annate più secche, interrompersi del tutto.
Al nome del luogo è legato anche un racconto popolare. Secondo la tradizione, un carro trainato da animali sarebbe precipitato nella pozza con i suoi occupanti; i tentativi di recuperare persone e veicolo non avrebbero dato esito.
La leggenda aggiunge che alcuni sommozzatori non sarebbero riusciti a trovare il fondo. Da qui sarebbe nata l’idea di un collegamento con l’Inferno, mentre altre versioni del racconto attribuiscono alla conca gallerie sotterranee dirette verso i fiumi Guadiana e Gilão.
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