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Viaggi 4 min di lettura1 ora fa

Alta Valtellina, itinerario d’autunno tra borghi, vigne e terme

Da Tirano a Bormio, un percorso tra santuari, vini valtellinesi, passeggiate nei boschi e acque termali

L’Alta Valtellina offre un itinerario autunnale tra Tirano e Bormio, con soste dedicate a paesaggi, cucina locale e terme.

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Le terme di Bormio

La conclusione del percorso può avvenire ai Bagni Vecchi di Bormio, dove l’acqua termale emerge dalla roccia a una temperatura compresa tra 36 e 41 °C. Ricca di minerali, è conosciuta fin dall’epoca romana per le sue proprietà benefiche.

Il complesso conserva ambienti scavati nella montagna e la Grotta Sudatoria di San Martino, una sauna naturale ricavata nella roccia. Dalla vasca esterna affacciata sulla rupe si osservano i colori autunnali della conca di Bormio.


Bormio tra storia e cucina

Prima del momento termale, il centro storico permette di visitare il Museo Civico, ospitato nel trecentesco Palazzo De Simoni. Nei sotterranei del paese si trovano invece le Cantine del Braulio, con grandi botti in rovere di Slavonia e gli aromi delle erbe e delle radici alpine usate per produrre e far maturare il noto amaro.

Per la cena, Al Filò occupa gli spazi di un antico fontanile e di una stalla del XVII secolo. La proposta comprende piatti ispirati alla tradizione locale, tra cui tagliolini di pasta di pane con carbonara valtellinese, polvere di bresaola e pestèda, oltre alla tartare di cervo con gelato alla salvia e olio extravergine di oliva al ginepro di monte.

In autunno Bormio appare più appartata rispetto ai mesi estivi e alla stagione sciistica. Le strade del borgo assumono così un ritmo più tranquillo, adatto a una visita senza la presenza dei flussi turistici tipici delle altre stagioni.


Tirano tra palazzi e santuari

Il percorso può partire da Tirano, centro storico della valle attraversato da strade lastricate e caratterizzato da edifici nobiliari come Palazzo Salis. Il Santuario della Madonna di Tirano conserva decorazioni in stucco, affreschi e la Cappella dell’Apparizione; al suo interno spicca anche un grande organo ligneo intagliato del XVII secolo.

Restano visibili le antiche difese del borgo, con le porte che regolavano gli accessi verso diverse direzioni. Porta Poschiavina guardava al fiume Adda e alla Svizzera, Porta Bormina conduceva verso l’Alta Valtellina, mentre Porta Milanese si apriva sulla parte bassa della valle.

Una passeggiata tra i vigneti terrazzati porta al Castello di Dosso, conosciuto come Castellaccio. Della fortificazione sforzesca rimangono le strutture elevate sopra l’abitato, da cui si apre la vista sulla conca di Tirano e sulla Valposchiavo.

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Per il pasto serale, il Ristorante Parravicini propone ricette valtellinesi nelle cantine di un palazzo cinquecentesco, vicino all’Adda. Tra gli assaggi figurano spuma di patate alle erbe, uovo morbido con pestèda, casera DOP, crostini di segale e nocciole, tagliatelle al ragù di capriolo e filetto di maialino con speck, salsa alla senape e taroz.


Vigneti lungo i terrazzamenti

Tra Tirano e Berbenno si sviluppa la Strada dei Terrazzamenti, un itinerario pedonale e ciclabile lungo 70 chilometri, tra 300 e 700 metri di quota. Il tracciato passa accanto a muretti a secco, vigne di Nebbiolo, piccoli borghi e chiese costruite sui pendii.

Il percorso si può affrontare per singole tappe a piedi o in bicicletta elettrica. La ferrovia del fondovalle consente di rientrare in treno al punto di partenza, mentre in autunno i filari assumono tonalità rosse e gialle.

A Castione Andevenno si trova la Tenuta La Gatta, una residenza del Cinquecento circondata da vigneti disposti sui terrazzamenti. La visita introduce alla coltivazione del Nebbiolo di montagna, chiamato localmente Chiavennasca.

La degustazione comprende il Valtellina Superiore DOCG, il Grumello, caratterizzato da profumi freschi e floreali, e lo Sfursat, o Sforzato di Valtellina DOCG. Quest’ultimo nasce da uve lasciate appassire e presenta una struttura intensa.


La riserva di Pian di Gembro

Più in quota si raggiunge la Riserva Naturale del Pian di Gembro, dove un itinerario circolare di circa 4 chilometri segue il perimetro dell’antica torbiera. Il percorso, pianeggiante e adatto anche a chi non pratica escursionismo, richiede all’incirca un’ora e mezza.

Pini, felci e betulle si riflettono nelle zone d’acqua della torbiera, creando contrasti tra giallo, arancio e ruggine. La stagione autunnale permette di osservare con maggiore evidenza il mutamento dei colori della vegetazione.

Per il pranzo, la vicina Cascina Biancotti propone una cucina essenziale legata ai prodotti del territorio. Il pasto può comprendere salumi locali, pizzoccheri preparati sul momento e polenta servita con salsicce, funghi o formaggio.

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