Lokrum, l’isola di Dubrovnik tra natura e leggende
A 600 metri dalla costa, la riserva croata conserva monasteri, sentieri, un lago salato e una storia legata agli Asburgo
Lokrum è una riserva naturale davanti a Dubrovnik, raggiungibile in battello in circa 10 minuti. Nel 2026 l’accesso costa 30 euro e comprende il trasferimento di andata e ritorno dal Porto Vecchio.
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Informazioni per la visita
L’isola dista circa 600 metri dalla costa e non ha residenti né strutture alberghiere. L’ingresso è regolato per proteggere l’ambiente e il biglietto deve essere acquistato anche da chi arriva con un’imbarcazione privata o con un taxi boat.
Le corse cambiano in base alla stagione e al meteo. Durante il periodo di chiusura invernale Lokrum non è visitabile; nei mesi di apertura, invece, bisogna lasciare l’isola entro la partenza dell’ultima imbarcazione autorizzata. Sono disponibili alcuni punti di ristoro, ma è consigliabile portare acqua e calzature adatte ai sentieri sterrati.
Boschi, pavoni e acqua salata
Su una superficie di 72 ettari, i boschi occupano circa il 90% del territorio. Lokrum è protetta dal 1948 come riserva speciale di vegetazione forestale ed è compresa nell’area riconosciuta dall’UNESCO insieme al centro storico di Dubrovnik.
I percorsi partono dall’approdo principale di Portoč e attraversano aree alberate, radure e terreni un tempo coltivati. Tra la vegetazione si muovono numerosi pavoni indiani, spesso visibili vicino agli edifici storici e talvolta con la coda completamente aperta.
Sulla costa prevalgono rocce e superfici calcaree. Stijene è una delle zone utilizzate per prendere il sole, mentre a nord-ovest si trova un’area tradizionalmente dedicata al naturismo. Nell’interno, il Mrtvo more, cioè il Mar Morto, è un piccolo lago naturale salato collegato all’Adriatico da cavità sotterranee e più riparato rispetto al mare aperto.
Monasteri e giardini storici
Il complesso benedettino è il principale punto storico dell’isola. Restano parti della basilica romanico-gotica, alcuni ambienti conventuali e i resti del monastero gotico-rinascimentale realizzato tra XV e XVI secolo, poi danneggiato dal terremoto del 1667.
Tra colonne, archi e porticati si trova un’iscrizione latina dedicata agli effetti della concordia e della discordia. In seguito Massimiliano d’Asburgo fece aggiungere una residenza con elementi neoromanici, neogotici e neorinascimentali.
Nel complesso si trova anche il Pozzo di Carlotta, una vasca ovale in pietra usata per raccogliere l’acqua destinata all’irrigazione delle piante esotiche. Il monastero è stato inoltre utilizzato come ambientazione per alcune scene della serie televisiva Il trono di spade.
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Poco distante, il Giardino Botanico occupa 3,3 ettari e presenta circa 500 specie vegetali distribuite in 13 settori espositivi. La cappella dell’Annunciazione, costruita tra XV e XVI secolo, conserva invece gli inginocchiatoi appartenuti a Massimiliano e alla moglie Carlotta.
La fortezza sulla collina
Dalla cappella si può salire verso Fort Royal, la fortificazione costruita dai francesi sulla sommità della collina Glavica. Il percorso offre una visuale ampia sull’isola e consente di osservare anche il profilo delle mura di Dubrovnik.
La salita comprende il Sentiero del Paradiso, parte di una rete di viali tracciata durante il periodo asburgico e in origine affiancata da cipressi mediterranei. Per visitare con calma i diversi punti dell’isola servono alcune ore; nei mesi caldi è possibile fermarsi anche per un bagno nelle acque più riparate.
Benedettini e racconti di maledizioni
Le tracce archeologiche fanno risalire la presenza umana a epoche preistoriche, mentre la prima testimonianza scritta del monastero benedettino risale al 1023. I religiosi pregavano e lavoravano sull’isola, coltivando orti, vigneti, ulivi e piante medicinali.
Secondo una tradizione, nel 1192 Riccardo Cuor di Leone trovò riparo nella baia di Skalica dopo essere stato sorpreso da una tempesta durante il rientro dalla Terza crociata. Il sovrano avrebbe promesso di finanziare una chiesa, ma gli abitanti di Ragusa lo avrebbero persuaso a destinare il contributo alla cattedrale della città.
Un’altra leggenda riguarda l’addio dei benedettini. Durante l’ultima notte sull’isola, i monaci avrebbero camminato incappucciati lungo i sentieri, con candele rivolte verso il basso, pronunciando una condanna contro i futuri proprietari.
Il racconto è stato poi collegato a diverse tragedie della famiglia imperiale asburgica: la fucilazione di Massimiliano d’Asburgo in Messico nel 1867, la morte del principe Rodolfo a Mayerling nel 1889 e l’assassinio dell’imperatrice Elisabetta, nota come Sissi, nel 1898.
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