Friuli-Venezia Giulia, la sfida del 2027 passa da cultura e voli
Pordenone Capitale Italiana della Cultura e Connect Aviation rilanciano una regione tra borghi, grandi eventi, turismo internazionale e nuovi collegamenti.
Il Friuli-Venezia Giulia registra una fase positiva sul fronte turistico, sostenuta soprattutto dalla presenza di visitatori stranieri. La collocazione tra Europa centrale e orientale favorisce arrivi dai Paesi vicini, con l’Austria tra i mercati più importanti insieme alle altre aree dell’Est europeo. I dati numerici sugli arrivi non sono stati indicati, ma Antonella Russo descrive il bilancio regionale con grande soddisfazione.
La responsabile per il mercato italiano e per il commercio turistico internazionale della Regione Friuli-Venezia Giulia ha parlato delle prospettive del territorio durante il TTG Travel Experience di Rimini 2026. Al centro dell’intervista ci sono il futuro culturale di Pordenone, l’appuntamento dedicato all’aviazione a Trieste e una domanda turistica sempre più attenta all’autenticità, alla sostenibilità e alla qualità delle esperienze.
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Il turismo guarda ai mercati vicini
La regione beneficia di una posizione geografica che la rende facilmente raggiungibile sia dall’area mitteleuropea sia dai Paesi dell’Europa orientale. Questa caratteristica alimenta un turismo internazionale diversificato, senza che emerga un unico mercato dominante al di là delle nazioni confinanti.
Il territorio concentra in circa 200 km ambienti molto diversi: dalle Dolomiti alle colline del Collio, fino alla costa adriatica. Una varietà che consente di affiancare soggiorni culturali, itinerari nei borghi, proposte enogastronomiche e vacanze legate al paesaggio.
Trieste prepara il grande appuntamento
Nel febbraio 2027 Trieste ospiterà Connect Aviation, evento internazionale dedicato all’aviazione civile. La manifestazione, giunta alla 26ª edizione ma alla prima esperienza in Friuli-Venezia Giulia, si svolgerà dal 23 al 25 febbraio 2027 e sarà accompagnata da una settimana di iniziative distribuite sul territorio regionale.
Sono attesi tra 800 e mille delegati, tra rappresentanti delle compagnie aeree attive in Europa, aeroporti e aziende di servizi del settore. L’obiettivo è presentare Trieste e l’intera regione come una destinazione raggiungibile e come punto di accesso a un’area più ampia dell’Alpe Adria.
Un aeroporto facile da raggiungere
A rendere strategico il Trieste Airport è anche la presenza della stazione ferroviaria collocata di fronte allo scalo. Il collegamento con i treni di linea permette ai passeggeri di proseguire il viaggio senza dover affrontare trasferimenti complessi, mentre le dimensioni contenute dell’aeroporto facilitano le operazioni all’arrivo.
Russo sottolinea proprio la praticità dello scalo: dal ritiro dei bagagli al passaggio verso il treno o il parcheggio, i tempi sono ridotti e i percorsi risultano semplici. La candidatura a Connect Aviation nasce anche dalla volontà di far conoscere questa caratteristica agli operatori che possono contribuire allo sviluppo delle rotte e del traffico aereo.
In una fase di riorganizzazione dei collegamenti europei, la Regione intende presentarsi con un messaggio preciso: «Guardate, noi ci siamo, non solo ci siamo, ma valiamo la pena!», ha spiegato Russo parlando delle opportunità legate all’evento. Dai tre giorni di incontri potrebbero derivare nuovi accordi commerciali e ulteriori collegamenti.
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Pordenone punta sulla cultura
Il 2027 sarà anche l’anno di Pordenone Capitale Italiana della Cultura. L’avvio ufficiale è previsto nella seconda metà di gennaio, mentre il programma completo non è ancora stato reso pubblico. Sono però annunciate circa 50 mostre, comprese alcune esposizioni di particolare rilievo, la cui presentazione è attesa a breve.
La città dispone di un centro caratterizzato da lunghi portici e da un corso principale adatto a una visita lenta. La proposta culturale comprende appuntamenti già conosciuti oltre i confini regionali, come Pordenonelegge, Le Giornate del Cinema Muto, Pordenone Blues e il Dedica Festival.
Accanto agli eventi è in corso un percorso di rinnovamento urbano e di valorizzazione degli spazi culturali. Tra le realtà citate figura il Palazzo del Fumetto, pensato per avvicinare il pubblico alla cultura attraverso un linguaggio originale e con una rilevanza riconosciuta anche a livello europeo.
Una capitale estesa ai borghi
Il progetto non riguarderà soltanto il capoluogo. L’intera provincia e numerosi centri del territorio saranno coinvolti, in una dimensione considerata regionale anche grazie alle ridotte distanze che caratterizzano il Friuli-Venezia Giulia.
Tra le località chiamate a partecipare ci sono Valvasone, borgo medievale, Spilimbergo, noto per la scuola dei mosaicisti, Sesto al Reghena e Sacile. Proprio Spilimbergo sarà legata anche a iniziative particolari, tra cui un grande presepe realizzato dai mosaicisti.
La relazione con i piccoli centri amplia il valore turistico dell’appuntamento: Pordenone diventa il punto di partenza per scoprire un entroterra fatto di architettura, artigianato e manifestazioni. In questo quadro si inserisce anche “La cultura che cura”, progetto che porta attività culturali negli ospedali in collaborazione con il CRO di Aviano, le aziende sanitarie e altri istituti.
L’iniziativa mira a offrire alle persone che attraversano periodi difficili un’occasione diversa dalla sola attenzione alla malattia, favorendo momenti di partecipazione e uno sguardo rivolto anche al futuro. Dopo l’esperienza di Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025, la regione si prepara così a un nuovo passaggio della propria stagione culturale.
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