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Viaggi 2 min di lettura1 ora fa

Due giorni tra mito e mare: la costa laziale conquista Forbes

Da Ninfa a Gaeta, un itinerario tra rovine romane, borghi sul Tirreno e luoghi legati alle leggende di Ulisse e della maga Circe.

Tra i paesaggi italiani capaci di unire mare, archeologia e leggenda, la costa laziale occupa un posto speciale. Il percorso raccontato da Forbes attraversa il tratto compreso tra San Felice Circeo e Gaeta, dove promontori, grotte e resti antichi trasformano un viaggio di due giorni in un’immersione nella storia del Mediterraneo.

L’itinerario non si limita alle località balneari più note. Dalle rovine immerse nel verde del Giardino di Ninfa fino al porto di Gaeta, il paesaggio alterna testimonianze medievali, memorie dell’età imperiale e scenari che richiamano i racconti dell’Odissea.

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Sperlonga e Terracina tra storia e mare

A Terracina il passato romano domina ancora il panorama. Il tempio di Giove Anxur, con le sue arcate imponenti, si affaccia sulla costa e permette, nelle giornate più limpide, di spingere lo sguardo fino alle Isole Pontine. Ai suoi piedi si incontrano il centro storico e le spiagge, in un contrasto continuo tra monumentalità e atmosfera estiva.

Poco più avanti, Sperlonga accoglie i visitatori con le sue abitazioni chiare, le scalinate e gli scorci azzurri tra i vicoli. Il legame con l’antica Roma emerge dalla residenza che l’imperatore Tiberio fece costruire in questa zona: una grotta naturale decorata con grandi gruppi scultorei ispirati alle imprese di Ulisse. Le opere dedicate a Polifemo e Scilla sono oggi custodite nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga.


Gaeta chiude il viaggio nel mito

L’ultima parte del percorso conduce a Gaeta, tra il porto, il nucleo storico e il Castello Angioino-Aragonese, costruzione che domina il profilo della città. Anche l’origine del nome è avvolta dal racconto mitologico: secondo la tradizione ripresa da Virgilio, Caieta era la nutrice di Enea.

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Sul Monte Orlando, il mausoleo di Lucio Munazio Planco aggiunge un’altra traccia dell’epoca romana. Ma la città offre anche un volto più raccolto: seguendo la linea della costa si possono raggiungere calette nascoste, osservare il golfo dall’alto e scoprire scorci segnati dalla roccia e dal mare.


Ninfa apre la rotta di Ulisse

Il viaggio suggerito da Forbes prende avvio nell’entroterra pontino, al Giardino di Ninfa, ai piedi dei Monti Lepini. Ruscelli, ponti, vegetazione rigogliosa e resti di edifici medievali compongono un ambiente che sembra sospeso nel tempo. Il nome del giardino rimanda alle divinità associate alle acque sorgive, venerate in un antico santuario della zona.

Dopo questa tappa verde, il percorso raggiunge San Felice Circeo. Il promontorio richiama la figura della maga Circe, protagonista dell’Odissea, mentre il borgo e i sentieri circostanti invitano a esplorare con lentezza il paesaggio mediterraneo. È qui che il viaggio entra nella cosiddetta Riviera di Ulisse, dove la mitologia resta legata a luoghi concreti e visibili.

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