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Viaggi 3 min di lettura7 ore fa

Chambéry, in Savoia, raggiungibile da Milano in quattro ore

La città francese conserva il castello sabaudo, la Sindone e un centro storico da esplorare a piedi

Chambéry si raggiunge da Milano in poco più di quattro ore e da Torino in circa due ore e mezza. La città francese, antica sede dei duchi di Savoia, offre un percorso tra storia sabauda, architetture insolite e paesaggi alpini.

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La casa di Rousseau

A pochi chilometri dal centro si trova Les Charmettes, la residenza di campagna dove Jean-Jacques Rousseau ha vissuto tra il 1736 e il 1742 insieme a Madame de Warens. Il filosofo ha ricordato quegli anni come uno dei periodi più sereni della sua vita.

La casa è circondata dal verde, da sentieri e da un giardino botanico legato all’interesse di Rousseau per la natura. Oggi gli ambienti ospitano un piccolo museo, con arredi e testimonianze del soggiorno del pensatore.


Botteghe e sapori locali

Rientrando verso il centro, la passeggiata attraversa le allées, i passaggi coperti che collegano diverse parti del tessuto urbano. Lungo il percorso si incontrano laboratori artigiani, negozi indipendenti e attività dedicate alle produzioni della Savoia.

Un Éléphant raccoglie le opere di diversi artigiani della zona e propone oggetti ispirati a materiali e tradizioni locali. Per una pausa gastronomica si può entrare da L’Atelier du Citron, in rue Vieille Monnaie, il negozio creato da Ilde Pinna attorno a liquori e specialità a base di limone.

I frutti utilizzati nelle ricette arrivano soprattutto dalla Sardegna, creando un collegamento con l’Italia. Tra le proposte c’è il Vinocello, aperitivo preparato con vino della Savoia e limoncello.


Il viaggio attraverso le Alpi

Il collegamento parte da Milano Porta Garibaldi con un TGV INOUI diretto a Parigi. Chambéry è una delle fermate intermedie, insieme a Oulx, Modane e Saint-Jean-de-Maurienne.

Dopo il passaggio da Torino, il convoglio risale la Val di Susa e procede tra vallate, abitati alpini e pareti rocciose. Il tragitto consente di osservare il cambiamento del paesaggio dal finestrino, mentre il tempo a bordo può essere dedicato alla lettura, al lavoro o semplicemente alla pausa.

Le circa quattro ore di spostamento diventano così parte dell’esperienza di viaggio, senza la necessità di raggiungere un aeroporto o affrontare ulteriori trasferimenti una volta arrivati.

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Il centro storico e la cattedrale

Chambéry si visita soprattutto a piedi, seguendo strade strette, cortili, facciate colorate e passaggi coperti. Il centro conserva la struttura medievale della città che per secoli ha rappresentato il fulcro politico dei domini sabaudi, prima del trasferimento della capitale a Torino.

Nella Cattedrale di Saint-François-de-Sales emerge una delle caratteristiche più singolari del patrimonio cittadino. L’edificio, nato nel XV secolo come chiesa francescana, poggia su una base sostenuta da circa 30mila pali di larice, soluzione adottata per un terreno ricco d’acqua.

All’interno, circa seimila metri quadrati di dipinti a trompe-l’œil simulano colonne, archi e decorazioni architettoniche. L’effetto crea un apparato monumentale senza aggiungere il peso di stucchi e sculture alle fondamenta dell’edificio.


La fontana e il castello sabaudo

Tra i simboli di Chambéry c’è la Fontana degli Elefanti, inaugurata nel 1838 in omaggio a Benoît de Boigne, militare e benefattore che ha costruito parte della propria ricchezza in India. Quattro elefanti sembrano fuoriuscire dalla base del monumento, ciascuno orientato verso un punto cardinale.

Le sculture mostrano soltanto la parte anteriore degli animali, nascosta nella struttura della fontana. Da qui è nato il soprannome popolare legato ai “quattro senza sedere”.

Il Castello dei Duchi di Savoia domina il centro storico. Nato come fortificazione, è stato trasformato nel tempo in residenza e sede del potere politico; incendi e ricostruzioni hanno modificato più volte il complesso, fino agli interventi dell’Ottocento, quando la Savoia è entrata a far parte della Francia.

All’interno si trova la Sainte-Chapelle, dove la Sacra Sindone è stata custodita dal 1502 al 1578, prima di essere trasferita a Torino. Un incendio scoppiato nel 1532 ha lasciato segni nella storia del telo e della cappella.

Il legame con il capoluogo piemontese riemerge anche nel resto della città, tra edifici, vicende dinastiche e tradizioni religiose. Chambéry conserva così una memoria condivisa tra i due versanti delle Alpi.

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