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Viaggi 3 min di lettura3 ore fa

Benny Benassi racconta il legame con l’Appennino reggiano

Il dj ha ristrutturato un antico metato e organizza eventi musicali per valorizzare i piccoli borghi

Benny Benassi ha scelto l’Appennino reggiano come luogo in cui vivere e promuovere iniziative legate alla musica e alla comunità. Insieme alla compagna Alessandra ha recuperato un antico metato a Costabona, trasformandolo in Casa Fumé, un rifugio affacciato sulla Pietra di Bismantova.

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Il legame con Costabona

Marco Benassi, questo il nome del dj, non ha mai lasciato Reggio Emilia, nonostante le molte occasioni professionali che avrebbero potuto portarlo a vivere all’estero. Negli ultimi anni ha iniziato a frequentare con maggiore assiduità l’Appennino, anche per cercare sollievo dalle alte temperature estive della città.

A Costabona è arrivato circa tre anni fa grazie ad alcuni amici. Il paese, frazione di Villa Minozzo, lo ha colpito per la sua dimensione raccolta: poche decine di residenti durante l’inverno, una trattoria, il bar come punto d’incontro e rapporti tra generazioni diverse. «Abbiamo scoperto un paese che, secondo me, rappresenta il modo in cui bisognerebbe avere la possibilità di vivere», ha raccontato.

Il dj ha apprezzato anche il ritorno di molti giovani nelle abitazioni appartenute ai nonni. Tra loro c’erano ragazzi arrivati da Milano, impegnati a documentare le origini delle proprie famiglie. Dal giardino della casa ristrutturata con Alessandra, ha spiegato Benassi, si vede la Pietra di Bismantova.


Musica tra forni e aie

Da questo rapporto con il paese è nato Forni in Festa. L’iniziativa ha riportato al centro della vita locale gli antichi forni delle aie, un tempo utilizzati dalle famiglie per preparare il pane destinato a durare tutta la settimana.

Per l’occasione sono state allestite sette postazioni, con musica suonata anche su vinile, gruppi rock, cibo e bevande. Una residente ha fatto restaurare il proprio forno proprio per poterlo riaprire durante la festa, mentre gli abitanti hanno messo a disposizione le proprie case. «La cosa più bella, per me, è pensare che da eventi così possano nascere anche delle opportunità», ha detto Benassi.

L’obiettivo, secondo il musicista, è creare condizioni che permettano ai giovani di tornare nei luoghi d’origine, almeno durante l’estate, o di scegliere di restare. La festa ha riunito persone di età diverse e ha trasformato una tradizione locale in un appuntamento condiviso.

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Il festival di Castellarano

Prima di Costabona, Benassi aveva già portato la musica elettronica nell’area appenninica con l’Electronic BBQ Festival di Castellarano, paese situato verso Sassuolo. La manifestazione, organizzata da quattro anni insieme al sindaco Giorgio Zanni e al direttore artistico Filippo Bedeschi, si svolge al Parco dei Popoli.

L’ingresso è gratuito e il programma ospita disc jockey internazionali, mentre le associazioni locali gestiscono i punti di ristoro. L’evento ha raggiunto circa 30.000 presenze; nell’ultima edizione hanno partecipato Tiga, i fratelli Parisi e Felix Da Housecat.

Benassi ha spiegato che il festival punta a restituire qualcosa al territorio e a far conoscere le località dell’Appennino. La crescita dell’appuntamento rende però più complesso mantenere lo stesso livello di ospiti, anche perché il bilancio consente compensi più contenuti rispetto ai grandi eventi.


Dagli anni Novanta al successo

La carriera di Benassi è partita a Reggio Emilia tra gli anni Ottanta e Novanta, quando la zona era uno dei centri italiani dell’Italodisco. Il giovane musicista frequentava le discoteche nel fine settimana e iniziò a lavorare negli studi di produzione, tra cui l’Off Limits di Larry Pignagnoli.

Nei primi anni Duemila il brano Satisfaction lo ha portato al successo internazionale e lo ha imposto nella scena dell’electro house. In seguito sono arrivati collaborazioni con Madonna, Chris Brown e Skrillex, oltre al Grammy Award conquistato nel 2008 per il remix di Bring the Noise dei Public Enemy.

Tra i primi locali in cui ha lavorato da professionista c’era il Marabù, grande discoteca della zona che negli anni Novanta proponeva generi diversi durante la settimana. Benassi ha ricordato quel periodo come il passaggio decisivo per trasformare la passione per la musica elettronica in un mestiere.

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