Benidorm, la svolta verde dopo il boom turistico: cosa cambia nel 2028
La località spagnola ottiene il riconoscimento europeo per le politiche ambientali, mentre dati, tecnologie e gestione delle risorse ridisegnano il suo modello turistico.
Il percorso ambientale di Benidorm aveva già ottenuto attenzione internazionale nel 2025, quando la città era stata premiata come Pioniere Verde Europeo del Turismo Intelligente. Nel 2028 il riconoscimento proseguirà con un ruolo più ampio: la località dovrà mettere a disposizione di altre destinazioni costiere le soluzioni sperimentate sul proprio territorio.
La sfida riguarda soprattutto la capacità di conciliare la presenza di milioni di visitatori con la tutela delle risorse naturali. Per questo Benidorm punta su una trasformazione che coinvolge amministrazione, residenti, alberghi e imprese, con l'obiettivo di rendere il turismo più efficiente e circolare.
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La tecnologia misura la svolta
Una parte del cambiamento passa dagli strumenti digitali. La città ricorre a dati aperti, a una rappresentazione virtuale del territorio e a sistemi di controllo in tempo reale per osservare i consumi, leggere l'evoluzione dei fenomeni urbani e stabilire dove intervenire.
L'uso di queste informazioni permette di valutare con maggiore precisione gli effetti delle politiche adottate. Nel 2025 le emissioni di gas serra risultavano già inferiori di circa il 18% rispetto al 2007, un risultato inserito in un programma più vasto di innovazione e riduzione dell'impatto ambientale.
Il turismo mette alla prova l'acqua
Benidorm conta circa 75.000 abitanti, ma nei mesi estivi la popolazione può salire fino a circa 400.000 persone. Una pressione così intensa interessa soprattutto approvvigionamento idrico, raccolta dei rifiuti e protezione degli ecosistemi, rendendo decisiva la gestione delle risorse.
Sul fronte dell'acqua, il rinnovamento delle condotte, il controllo dei consumi e i sistemi tecnologici hanno portato l'efficienza della rete tra il 95% e il 96%. Nel 2025 è stato inoltre recuperato il 36% delle acque reflue depurate. Nell'arco di vent'anni, mentre i residenti aumentavano del 12,7% e gli arrivi turistici del 40,96%, il quantitativo totale di acqua distribuita è sceso del 6,14%.
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La città compatta protegge il territorio
L'espansione urbana è stata contenuta attraverso una configurazione concentrata, nella quale edifici e servizi occupano una superficie relativamente ridotta. Questa impostazione limita il consumo di suolo e lascia maggiore spazio alle aree naturali, pur sostenendo un'elevata presenza turistica.
I numeri descrivono il risultato: il 61% del territorio comunale è protetto, mentre il 92% degli abitanti risiede entro 300 metri da uno spazio verde pubblico superiore a 5.000 metri quadrati. Inoltre, circa il 75% degli spostamenti cittadini avviene a piedi e le strade riservate ai pedoni raggiungono complessivamente 13,2 chilometri.
La tutela non si ferma alla parte costruita. Nel territorio rientrano cinque aree della Rete Natura 2000 e 173 ettari di Posidonia oceanica; parallelamente vengono promosse azioni contro la plastica sulle spiagge, interventi per consumare meno energia e comportamenti turistici più rispettosi.
Il riconoscimento europeo prende forma
La Commissione europea ha assegnato a Benidorm il titolo di Foglia Verde Europea 2028, insieme a Estarreja, in Portogallo. Nello stesso anno Saragozza sarà invece Capitale Verde Europea: la scelta premia le politiche ambientali e la pianificazione urbana sostenibile messe in campo dalle città selezionate.
Per Benidorm il titolo valorizza la gestione di flussi turistici molto elevati senza abbandonare la conservazione degli habitat. Nel 2028 l'esperienza della località spagnola sarà quindi presentata come riferimento per altri centri costieri alle prese con il rapporto tra sviluppo turistico, consumi e tutela dell'ambiente.
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